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Circonomia premia i #GreenHeroes della Cartiera Pirinoli

Nell’ambito di Circonomia -  il festival dell’economia circolare e dell’energia dei territori, Pollenzo -  Alessandro Gassmann ideatore insieme al Kyoto Club del premio #Greenheroes ha premiato i soci della Cartiera Pirinoli tra i personaggi e le aziende che - con il loro impegno - si sono distinte in campo ambientale dando corpo all’idea di economia verde.

Ecco la storia, ecco perché.

Quando un’obbligazione raggiunge il livello Junk, spazzatura, vuol dire che la società che ha emesso quel titolo è in odore di fallimento.
Poco importa se ha avuto un passato glorioso, la parola junk è quasi una sentenza.
Oppure no!?  Forse per chi lavora alla Pirinoli è solo il punto preciso di un percorso circolare.
La cartiera Pirinoli di Roccavione, nel cuneese, inizia a produrre carta per imballi nel 1883 e attraversa indenne tutto XX secolo.
Agli inizi degli anni 2000 è tra i primi 10 produttori europei di cartoncino patinato e, per chi vive a Roccavione, la cartiera c’è da sempre e sempre ci sarà.
Eppure nel 2012 dichiara fallimento. Oltre 150 famiglie sul lastrico, cancelli chiusi e attrezzature all’avanguardia che rischiano di diventare spazzatura, al pari dei bilanci della società.
Alcuni dipendenti credono però, che la vita della cartiera non sia finita. Sono convinti che, come si fa con i due estremi di un filo, quella storia possa esser riannodata.
Per 3 anni, quel gruppo, presidia lo stabilimento mantenendo in vita gli impianti, si costituisce in cooperativa e, usufruendo della legge Marcora, rileva la storica azienda. 
Nel 2015 si può ricominciare facendo rivivere la carta mandata al macero. E per riuscirci c’è un solo modo. Per riciclare la carta, tutto deve essere considerato una materia prima.
Una cartiera impiega tantissima acqua. Acqua che potrebbe essere utilizzata e poi dispersa. Oppure filtrata e rimessa in circolo riducendo il fabbisogno del 95%.
E poi serve tanta energia per far funzionare le macchine, la stessa che consuma una cittadina di 15.000 abitanti.
Energia elettrica che può essere comprata o autoprodotta con una centrale di cogenerazione che sfrutta anche il vapore generato dalle macchine per asciugare gli impasti.
Si può addirittura produrne in più, e rivenderla sul mercato libero.
Perfino i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione possono esser reimmessi nel ciclo e utilizzati nuovamente negli impasti.
I 90 soci della Cartiera Pirinoli fanno tutto questo registrando un fatturato di 36 Milioni, una prospettiva di crescita impensabile tre anni prima e diventando un esempio concreto di economia circolare.

I soci della cartiera Pirinoli sono i #GreenHeroes che producono futuro interpretando gli scarti come un capitale da far fruttare.
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