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Convegno dei Francescani: il ruolo dell’acqua nella filiera cartaria

Si è conclusa la terza edizione del “Cortile di Francesco” ad Assisi. Alla quattro giorni di incontri, conferenze e workshop hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, il presidente del Pontificio Consiglio della cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi, i ministri Graziano Del Rio, Marco Minniti, Valeria Fedeli e Gian Luca Galletti, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, l’artista Yavachev Christo, il filosofo Massimo Cacciari, l’artista Emilio Isgrò, l’ex premier Romano Prodi e il fotografo Oliviero Toscani.

Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco ha partecipato al convegno dal titolo ‘Madre Terra: Acqua ad Assisi’ con un intervento molto seguito sul ruolo dell’acqua nella filiera del riciclo di carta e cartone.

Da sempre, il legame tra carta e acqua è indissolubile: senza l’acqua la carta non potrebbe esistere. In Italia, le cartiere, sorte proprio dove la disponibilità d’acqua è abbondante, utilizzano la preziosa risorsa idrica non solo per la formulazione dell’impasto cellulosico, ma anche per far funzionare gli impianti di sfibratura alimentati da energia idraulica.

Risulta chiaro come per l’industria e per l’intera filiera, l’ecologia della risorsa acqua rappresenti un fattore fondamentale e strategico non solo rispetto alle ricadute produttive, ma anche ambientali e di responsabilità sociale. E cosa stanno facendo in questo senso l’industria e la filiera del recupero e del riciclo della carta? A partire dagli anni '70, sotto la pressione della crescente consapevolezza ambientale, le industrie cartarie hanno operato una progressiva riconversione dei loro processi industriali. In questo quadro l’acqua, alla base del ciclo produttivo, è al centro dell’attenzione delle aziende, volte a ottimizzarne l’uso e il riciclo.

L’impiego di acqua da parte del settore nel 2015 è stato complessivamente di 212 milioni di metri cubi. Per il 90% si tratta di acqua di riciclo, mentre il restante 10% è costituito da acqua fresca: per cui “solo” 21,2 milioni di metri cubi. il consumo annuo di acqua fresca dell’intero comparto cartario nazionale (poi comunque destinata al riciclo) è approssimativamente assimilabile a quello di meno di 240.000 cittadini italiani, paragonabile alla popolazione di città come Verona o Messina o a circa il 9% degli abitanti di Roma.

Ecco quindi che, nell’arco degli ultimi trent’anni, a parità di carta prodotta, i quantitativi d’acqua impiegati sono stati dimezzati: abbiamo imparato a impiegare molta meno acqua e molta meno materia prima vergine. Un enorme sforzo e un significativo salto culturale e di responsabilità sociale che consente di ricavare indiscutibili profitti in termini ambientali e di nuova economia, con ricadute misurabili ben oltre il settore cartario.

L’appuntamento è stato organizzato in sinergia e un collaborazione con diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Ufficio scolastico regionale per l'Umbria, Accademia della lingua italiana di Assisi, Istituto alberghiero di Assisi, Laboratorio di scienze sperimentali, Auxilium, Alitalia e Associazione culturale Arturo Toscanini. L’iniziativa è sostenuta da Ferrovie dello Stato, Enel, Comieco e Terna.

Per maggiori informazioni: www.cortiledifrancesco.it
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