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Rimpiattino: la nuova doggy bag anti-spreco arriva nei ristoranti di Varese

Arriva a Varese "Rimpiattino", la Doggy Bag firmata da Comieco e Fipe per promuovere una nuova cultura antispreco al ristorante

Si consolida sempre più anche nel varesotto la pratica delle doggy bag – i contenitori per portare a casa alimenti e bevande non terminati al ristorante – grazie all’iniziativa contro lo spreco alimentare promossa da Comieco e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Rimpiattino è il nuovo nome con cui la doggy bag in cartoncino, riciclabile al 100%, disegnata dal designer Giulio Iacchetti e illustrata da Guido Scarabottolo, torna nei ristoranti con una connotazione tutta italiana. Non solo dunque uno strumento per combattere lo spreco alimentare, che in Italia costa ogni anno circa 16 miliardi di euro, ma anche un oggetto “d’autore” riutilizzabile.
L’intento del progetto, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, è quello di rendere la doggy bag una pratica virtuosa sempre più consolidata nella cultura italiana. A Varese e provincia si potrà richiedere il rimpiattino nei 23 ristoranti che al momento hanno aderito all’iniziativa. 

Secondo una ricerca condotta dall'ufficio studi Fipe emerge che negli ultimi anni è notevolmente aumentata l’attenzione al tema dello spreco alimentare da parte sia dell'opinione pubblica sia delle imprese della ristorazione. Secondo l'80% dei ristoratori intervistati il problema dello spreco di cibo nei loro esercizi viene considerato rilevante (tra questi il 50,6% lo considera molto rilevante). 

In quale fase di processo si spreca maggiormente?
Secondo i dati Fipe, il consumo finale è il momento in cui avviene il maggiore spreco di cibo (per il 51,6% dei ristoratori), seguito dall'approvvigionamento e dalla preparazione, pressoché considerati a pari merito (rispettivamente dal 25,4% e dal 25,0% del campione). 

Ma qual è la ragione di fondo del problema?
Il 55% dei ristoratori rileva che spesso si spreca molto cibo al ristorante perché i clienti non mangiano tutto quello che hanno ordinato. A questo si unisce una questione di atteggiamento: nonostante infatti sia elevata la quantità di cibo che resta sulla tavola, raramente i clienti chiedono di poter portare via gli alimenti non consumati, un fatto segnalato dal 69% degli intervistati. Lo stesso problema avviene per il vino. I motivi risiederebbero principalmente, secondo gli imprenditori, nell'imbarazzo (55%), seguito da scomodità (19,5%) e indifferenza (18,3%). 

Di fronte all'atteggiamento della clientela come si comportano i ristoratori?
In base all'indagine Fipe il 43% dei ristoratori propone di sua iniziativa di portare via quello che non è stato consumato, seguito da un 34% che lo fa raramente e da un restante 24% che non lo fa mai. Infine, nonostante solo il 30% dei ristoratori conosca la nuova doggy bag lanciata da Fipe e Comieco, ben il 92% si dichiara favorevole all'iniziativa e il 66% è pronto ad aderire. 
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