Contributo economico agli impianti
Comieco partecipa all’investimento necessario all’implementazione di tecnologie di separazione, presso gli impianti di trattamento erogando contributi fino al 60% dell’investimento a fondo perduto, a fronte di accordi specifici legati a rese e intervalli temporali specifici.
Ad oggi sono stati sottoscritti accordi per un valore complessivo dell’investimento a carico del consorzio di più di 2.000.000 € con oltre 30 impianti.
Come sono separati dagli altri imballaggi negli impianti di trattamento
Comieco ha stretto delle partnership strategiche con i principali costruttori di impianti di trattamento dei rifiuti e produttori macchinari per la separazione. L’utilizzo di selettori ottici o braccia robotiche è necessario per separare efficacemente i cartoni per bevande.
Nell’ultimo biennio sono stati svolti dei webinar dedicati che hanno evidenziato le azioni implementate a supporto degli impianti di separazione oltre a dare informazioni su come aderire alla rete.
I partner sono stati: Tomra e Pellenc ST per quanto riguarda i selettori ottici e ITR, Stadler, Vauche e Coparm per la progettazione o il rinnovamento di impianti di trattamento dei rifiuti
Per rivedere i webinar clicca qui
| Abruzzo | 1 |
| Basilicata | 1 |
| Calabria | 4 |
| Campania | 10 |
| Emilia Romagna | 2 |
| Friuli Venezia Giulia | 3 |
| Lazio | 1 |
| Liguria | 2 |
| Lombardia | 2 |
| Marche | 2 |
| Piemonte | 4 |
| Puglia | 5 |
| Sicilia | 6 |
| Toscana | 4 |
| Trentino Alto Adige | 5 |
| Valle d'Aosta | 1 |
| Veneto | 6 |
| Totale impianti | 59 |
|---|
Il numero di impianti attivi nella rete di separazione dedicata è in costante, con una distribuzione sempre più capillare da Nord a Sud. Al 2035, orizzonte temporale della nuova normativa, prevediamo la partecipazione di almeno 100 impianti.

A titolo di esempio, tra gli impianti che separano questa tipologia di imballaggi dal flusso carta figurano quelli presenti nella regione Veneto nelle provincie di Padova e Verona ma anche recenti attivazioni, tra cui spiccano gli impianti di trattamento a servizio delle città di Genova e Torino.
Dal flusso multimateriale, invece, effettuano la separazione prevalentemente realtà a servizio della regione Toscana ma anche impianti che trattano la raccolta di città come Trento, Palermo e Salerno.
L’Italia, in questo settore, si conferma un’eccellenza riconosciuta a livello europeo.
Grazie alla presenza di due cartiere specializzate, la Cartiera Saci S.p.A. in Veneto e la Lucart S.p.A. in Toscana, il paese dispone di impianti in grado di riciclare integralmente i cartoni per bevande, recuperando sia la componente fibrosa, destinata alla produzione di nuova carta, sia la componente polimerica (il cosiddetto polyAl), utilizzato come materia prima seconda per la realizzazione di nuovi prodotti plastici.
La componente non in fibra delle confezioni in cartone è nota come polyAl, termine che designa gli strati di poliolefine e alluminio utilizzati come barriera contro l'ossigeno e l'umidità per proteggere i contenuti alimentari nelle confezioni in cartone asettico.
Il PolyAl è un polimero di seconda vita generato dal riciclo dei cartoni per bevande sottoforma di granulo o scaglia.
Prodotti
Una volta arrivate in cartiera le balle vengono spappolate nel pulper dal quale si recuperano dopo successive lavorazioni le fibre di cellulosa ed il polyAl.
Dalla componente cellulosica
le fibre vengono recuperata attraverso un processo meccanico senza aggiunta di sostanze chimiche, per poi essere utilizzate nella fabbricazione di nuovi prodotti in carta riciclata, come sacchetti, scatole, tovaglioli e altri articoli.
Dal polyAl
Ovvero, la componente di plastica ed alluminio, viene generato in cartiera un granulo o una scaglia utilizzata per creare nuovi oggetti, tra i quali articoli per la casa, il giardino e prodotti per l’industria come le componenti per interni delle auto.