La confezione va raccolta insieme alla carta, salvo diverse indicazioni del Comune, senza la necessità di staccare il tappo. I cartoni per bevande sono completamente riciclabili anche se sono composti da materiali diversi.
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Il materiale viene separato da un impianto di trattamento rifiuti e successivamente inviato in cartiera specializzata per essere riciclato, in italia ne esistono due: cartiere saci, in veneto, lucart, in toscana.
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Non va lavato ma è meglio rimuovere residui di cibo e bevande, agevola il riciclo.
Sì! È riciclabile in ogni sua parte.
Una volta arrivato in una cartiera specializzata sia la cellulosa che le componenti in plastica e alluminio della confezione sono recuperate.
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Nella maggior parte dei casi si conferisce nella carta. Ad eccezione di Regione Toscana, Provincia di Alessandria, Provincia di Biella, Monza Brianza e Provincia di Trento, alcune zone della Campania e Comune di Palermo dove il cartone per bevande va nel multimateriale (con plastica e metalli).
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La carta viene separata dagli strati di plastica ed alluminio attraverso un processo meccanico, per poi essere utilizzata nella fabbricazione di nuovi prodotti in carta riciclata, come sacchetti, scatole, tovaglioli e altri articoli.
Invece, le componenti non cellulosiche della confezione, plastica e alluminio, sono utilizzati per creare nuovi oggetti di uso comune, come articoli per la casa ed il giardino, ma anche prodotti per l’industria.
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Ti informi sul sito del comune o del gestore del servizio di raccolta rifiuti.
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Il cartone per bevande è composto principalmente da carta a cui vengono aggiunti strati di plastica e alluminio per conferirle proprietà tecnologiche adeguate al prodotto da contenere: 75% carta, 20% polietilene, 5% alluminio
Sono poche e semplici le regole da seguire:
Tramite un’azione meccanica in un ambiente umido in un macchinario chiamato pulper senza l’aggiunta di prodotti chimici si separano le fibre e le componenti polimeriche che sottoposte a successiva lavorazione danno origine ai prodotti di seconda vita.
La tipologia di prodotti maggiormente confezionati con questa tipologia di imballaggio riguarda il settore lattiero-caseario, seguito da vino, succhi e bevande vegetali.
Nell'ultimo triennio sono state circa 90mila le tonnellate immesse al consumo di questo imballaggio.
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Nello specifico invitiamo a consultare l’articolo 5: corrispettivi.