Prefazione.
Prefazione Questo 24° Rapporto sulla Raccolta e Riciclo di Carta e Cartone potrebbe apparire un esercizio statistico. Ritengo invece che, proprio dai dati e dall’evoluzione della raccolta differenziata di carta e cartone, si possano trarre evidenze del percorso di eccellenza del riciclo degli imballaggi cellulosici in Italia. Possiamo andare fieri di essere ai primi posti in Europa per i volumi di carta e cartone avviati a riciclo e del tasso di riciclo degli imballaggi consolidato all’81% che anticipa il raggiungimento degli obiettivi UE al 2025. Concentrandoci sulla raccolta urbana, nel 2018 sono state differenziate complessivamente quasi 3,4milioni di tonnellate di materiale cellulosico, con intercettazione di nuova raccolta differenziata pari al 127mila tonnellate. Di tutta la carta e il cartone raccolti in modo differenziato dai Comuni italiani, il 42,5% è stato gestito in convenzione da Comieco ed equivale a 1,44milioni di tonnellate. L’impegno economico per il servizio di raccolta differenziata in convenzione, verso i Comuni e gestori, ha superato 97,5milioni di euro. Per la prima volta dopo 12 anni, tutte le Regioni mostrano un segno + rispetto al 2017, alcuni casi erano prevedibili, altri sono stati una bella sorpresa. Al Sud abbiamo raccolto i frutti delle risorse investite negli ultimi anni con una crescita del 9% trainata dal +31,5% della Sicilia. Positivo anche il Nord che, nonostante sia un bacino già maturo dal punto di vista delle performance di raccolta, ha registrato un +2,9%. Un contenuto +1,4% al Centro merita invece una riflessione: in questo caso l’effetto “Roma” - che in termini di popolazione e capacità è paragonabile quasi ad un’intera regione - ha sicuramente pesato sul dato dell’area. Ma cosa è successo nel 2018 a livello nazionale? Sono diversi i temi e le sfide che lo scorso anno ha posto sul piatto degli operatori del riciclo che si sono trovati nella delicata condizione di dover conciliare dinamiche in apparenza contrastanti come la crescita della raccolta e la possibile difficoltà di allocazione dei materiali da riciclo. Un contesto nel quale, tuttavia, emerge una tipica risorsa italiana: il sapersi rimboccare le maniche e ingegnarsi per trasformare i problemi in opportunità. La crescita del consumo interno di carta da riciclare sia da superficie comunale sia da superficie privata è stata assorbita e sostenuta grazie all’apertura di nuove cartiere, agli investimenti in molte altre, e la tenuta dell’export, stabile intorno a 1,9milioni di tonnellate. A fronte della riduzione di oltre il 40% dei volumi destinati alla Cina (da 1 milione di tonnellate nel 2016 a meno di 600mila nel 2018) si sono aperti nuovi mercati, sempre nel quadrante del sudest asiatico, con l’Indonesia in prima linea. Spostando il punto di osservazione un po’ più a valle, l’analisi del comparto cartario è la cartina tornasole della società dei consumi che cambia; per la prima volta nella storia, la produzione di carte e cartoni per imballaggio supera tutte le altre, in risposta alle crescenti esigenze del mercato e-commerce e del diffondersi del food delivery. La filiera di carta, cartone e cartoncino si conferma quindi uno dei pilastri dell’economia circolare. Restano tuttavia da risolvere le questioni legate ad una nuova regolamentazione End of Waste e al recupero degli scarti che sono ancora impropriamente presenti nella raccolta differenziata. La qualità non sarà solo un tema, ma “il tema” dei prossimi anni. La crescita dei volumi non è il fine delle raccolte differenziate, ma il mezzo per fornire al mondo cartario carta da riciclare a chiusura dei cicli di circular economy. I dati del rapporto evidenziano, comunque, come l’industria del riciclo di carta e cartone abbia dimostrato, ancora una volta, di essere in crescita e in grado di migliorarsi. Amelio Cecchini Presidente Comieco