CAC per imballaggi poliaccoppiati

A partire da luglio 2018 il Consiglio di Amministrazione di CONAI – in un’ottica di continuo miglioramento – ha ritenuto opportuno fare un passo avanti per incentivare l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili utilizzando la leva contributiva come strumento per promuovere la riduzione del loro impatto ambientale.

D’intesa con Comieco è stato quindi approvato l’avvio di un progetto di diversificazione contributiva per gli imballaggi in carta dedicato in prima battuta agli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL). Ad un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore è proseguito quindi il percorso per correlare il CAC all’effettiva riciclabilità anche per altri imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta diversi dai CPL e ai loro impatti ambientali, così come ai costi emergenti legati alla gestione del loro fine vita: dal 1° gennaio 2022 in vigore un ulteriore diversificazione.

Il progetto di diversificazione è orientato allo sviluppo della raccolta e alla remunerazione di attività e investimenti per le operazioni di selezione e riciclo, attraverso l’applicazione di un contributo aggiuntivo (Extra CAC) sulla specifica tipologia di imballaggio identificata.

POLIACCOPPIATI A PREVALENZA CARTA PER LIQUIDI

Alla base delle motivazioni che hanno spinto a questa diversificazione c’è la valutazione dei risultati in termini di riciclo: dalle attività finora svolte è infatti emerso che sono migliori quando gli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi sono conferiti dai cittadini nella raccolta differenziata multimateriale leggera e quindi selezionati presso impianti dedicati.

All’interno delle cartiere sono stati attivati, ormai da anni, processi industriali per una maggiore valorizzazione in termini di riciclo imballaggi primari a prevalenza carta, accoppiati con plastica ed eventualmente alluminio. Si tratta, a titolo esemplificativo, dei cosiddetti cartoni per bevande (latte, succhi di frutta, ecc..) e le stesse tipologie di confezioni per altri prodotti alimentari (sughi, passate, legumi, ecc.). Sono esclusi, invece, gli articoli di imballaggio per il catering (piatti, bicchieri, vaschette con relativi coperchi).

Per i poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL) il contributo ambientale dal 1 luglio 2021 si è ridotto da 75 EUR/tonnellata a 45 EUR/tonnellata, essendo rimasto invariato il contributo aggiuntivo di 20 EUR/tonnellata.

ALTRI IMBALLAGGI POLIACCOPPIATI

A un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore è proseguito il percorso anche per altri imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta diversi dai CPL. A partire dal 1° gennaio 2022 entra quindi in vigore un ulteriore diversificazione. La diversificazione contributiva è una delle leve impiegate per orientare le aziende verso imballaggi sempre più riciclabili e il Test Aticelca (norma UNI) è lo strumento individuato per la classificazione degli imballaggi compositi rispetto alla loro riciclabilità.

In questa prima fase di introduzione della diversificazione del contributo in base alla riciclabilità degli imballaggi compositi, il criterio adottato è quello del peso della componente carta.

Ecco le quattro tipologie individuate:

  • Tipologia A

componente carta superiore o uguale al 90%
dal 1° luglio 2021 CAC carta ridotto a 25 EUR/tonnellata e non sarà applicato nessun contributo aggiuntivo.

  • Tipologia B

componente carta superiore o uguale all’80%
dal 1° luglio 2021 CAC carta ridotto a 25 EUR/tonnellata e non sarà applicato nessun contributo aggiuntivo.

  • Tipologia C

componente carta è superiore o uguale al 60% e inferiore all’80%
Le operazioni di riciclo di questi imballaggi sono complesse e onerose: su 100 kg di imballaggi, più di 60 kg diventano scarto non riciclabile allo stato delle tecnologie attuali.
dal 1° gennaio 2022 per questi imballaggi oltre al CAC base viene applicato un extra-CAC di 110 EUR/tonnellata.

  • Tipologia D

componente carta inferiore al 60%
Una percentuale che compromette la riciclabilità dell’imballaggio, annullandola, con ovvie conseguenze di impatto ambientale. Nel processo di riciclo, infatti, 100 kg di questi imballaggi producono più di 85 kg di scarto secco e quasi 150 kg di scarto bagnato da smaltire in discarica, dopo aver consumato acqua ed energia elettrica.
dal 1° gennaio 2022 per questi imballaggi oltre al CAC base viene applicato un extra-CAC di 240 EUR/tonnellata.
Rientrano in fascia D anche quegli imballaggi la cui componente carta non è esplicitata. Poiché si tratta di imballaggi non riciclabili con carta e cartone, l’invito alle aziende che li producono e utilizzano è quello di suggerire in etichetta il conferimento in raccolta indifferenziata, al fine di minimizzare l’impatto ambientale del loro fine vita.



*POLIACCOPPIATI: imballaggi accoppiati con altri materiali (o poliaccoppiati a prevalenza carta), gli imballaggi compositi costituiti in modo strutturale da due o più materiali non separabili manualmente, in cui il materiale prevalente in termini di peso è la carta e il peso del materiale non cellulosico è comunque superiore al 5% del peso complessivo dell’imballaggio.

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