Prefazione.
Prefazione Il riciclo di carta e cartone non si ferma. Anzi, corre sempre più veloce. Per quanto riguarda il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici, già nel 2020 l’Italia ha raggiunto e superato la soglia dell’85%, che corrisponde al target fissato dall’Unione Europea per il 2030. Ma adagiarsi sugli allori non fa parte della filosofia di Comieco. Continuare a fare sempre meglio, questo rappresenta invece l’obiettivo da non perdere mai di vista e che ha guidato anche l’operato dell’ultimo anno. Il 2021 ha fatto segnare un altro segno più per il nostro Paese nella raccolta differenziata di carta e cartone: +3,2% rispetto al 2020, che, come sappiamo tutti, è stato segnato dalle fasi più acute dell’emergenza da Covid-19. Grazie all’azione congiunta di cittadini, Comuni e gestori, per la prima volta nel 2021 abbiamo superato i 60 chilogrammi di materiale raccolto per abitante a livello nazionale. Non solo. I corrispettivi economici riconosciuti da Comieco ai Comuni italiani convenzionati sono aumentati di 67 milioni di euro (+44% rispetto al 2020). Più in generale, i dati del 27esimo rapporto annuale di Comieco ci restituiscono l’immagine di una filiera italiana della carta caratterizzata da una grande vitalità e capace di reagire agli shock degli ultimi anni (le restrizioni sull’export della Cina, le ondate pandemiche, e ora anche la crisi delle materie prime e dell’approvvigionamento energetico scatenata dal conflitto tra Russia e Ucraina). La produzione cartaria è infatti aumentata del 12,5%, spinta in particolare da quella per gli imballaggi (+ 14,7%). Un altro aspetto interessante da sottolineare è quello relativo al consumo di macero all’interno dei confini nazionali che ha fatto registrare un balzo del 16%, superando per la prima volta quota 6 milioni di tonnellate. Oggi la carta recuperata rappresenta il 62% della fibra totale utilizzata dalle cartiere italiane: un dato che permette al nostro Paese di salire sul secondo gradino del podio in Europa (dopo la Germania) e al primo posto se guardiamo all’incremento. Il saldo netto dell’export di carta da macero è pari a 948 mila tonnellate, ossia il 41% in meno rispetto al 2020. Che cosa vuol dire? Che siamo sempre più bravi a riciclare a casa nostra, alimentando un modello virtuoso di economia circolare anche dal punto di vista logistico. Sono dei risultati straordinari, frutto dell’impegno di tutte le anime del Paese: da chi raccoglie a chi ricicla, passando per chi trasforma la materia prima seconda in nuovi prodotti e imballaggi. Il 2021 è stato, inoltre, un anno che ha portato con sé importanti novità dal punto di vista del Contributo Ambientale Conai per carta e cartone. Siamo scesi dai 55 euro per tonnellata del primo semestre 2021 ai 25 euro per tonnellata del secondo semestre. A partire dal gennaio 2022 il contributo è stato poi portato a 10 euro a tonnellata, e dal 1°luglio 2022 si è ridotto ulteriormente a 5 euro a tonnellata. Un notevole vantaggio per le aziende utilizzatrici di imballaggi cellulosici e per i consumatori. La riduzione del CAC è stata resa possibile in prima battuta dai maggiori ricavi per la cessione del macero, ma anche dai miglioramenti a livello gestionale che hanno coinvolto il sistema consortile. L’entrata a pieno regime del nuovo sistema informatizzato ha consentito a Comieco di monitorare i flussi in tempi più rapidi e garantire così l’avvio a riciclo di carta e cartone differenziati. Infine, il 2021 è stato il primo anno in cui i termini contrattuali del quinto ciclo dell’Accordo ANCI-CONAI, avviato a metà 2020, sono stati applicati su tutti e 12 i mesi. Ai Comuni convenzionati sono stati erogati corrispettivi economici per un valore superiore ai 218 milioni di euro per la presa in carico di 2,5 milioni di tonnellate di materiale (pari a circa il 70% della raccolta comunale complessiva di carta e cartone). Stiamo parlando di circa 67 milioni di euro in più rispetto al 2020 (+44%), a fronte di un incremento dei volumi gestiti da Comieco di circa 84 mila tonnellate (+3,4% rispetto al 2020) a cui si aggiungono i nuovi corrispettivi unitari per l’imballaggio e l’aggiornamento delle modalità di valorizzazione delle frazioni similari, che hanno portato benefici consistenti a sostegno della raccolta. A questo punto la domanda è: che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? La filiera della carta è chiamata a cogliere quest’opportunità, intervenendo principalmente su due fronti. Il primo riguarda il divario da colmare tra il Sud e il Centro-Nord del Paese. Un processo già in atto, che però va sostenuto e per quanto possibile accelerato. Per raggiungere l’obiettivo è necessario mettere in campo soluzioni mirate per garantire un supporto a quelle realtà con ampi margini di crescita, sia in termini di volumi sia in termini di qualità del materiale raccolto, ovvero ciò che mette in moto la macchina del riciclo. Giungiamo così al secondo punto, che riguarda proprio la capacità di valorizzare i flussi. Bisogna far fronte da un lato a una richiesta di materiali con standard produttivi sempre più elevati, dall’altro alla crescente presenza di nuovi materiali compositi a base cellulosica. Per questi ultimi occorre attivare dei percorsi di trattamento dedicati, così da permettere il recupero sia della fibra di cellulosa sia delle altre componenti. Innovazione, determinazione, lavoro di squadra: sono questi gli ingredienti necessari ad affrontare le sfide del presente e del futuro. Alberto Marchi Presidente