Introduzione.

Introduzione Quello di quest’anno è un rapporto al quale tengo particolarmente. I numeri che leggerete in questa pubblicazione non sono solo la misura di un primato, quello del nos...
Introduzione Quello di quest’anno è un rapporto al quale tengo particolarmente. I numeri che leggerete in questa pubblicazione non sono solo la misura di un primato, quello del nostro sistema di raccolta e avvio a riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ma condensano in sé i frutti di una visione nata quasi quarant’anni fa. Il prossimo anno segnerà infatti il quarantennale di Comieco, figlio di chi, in un’epoca nella quale lo smaltimento in discarica rappresentava di fatto l’unica modalità di gestione dei rifiuti urbani, ha creduto che un modello alternativo fosse possibile. Che dai rifiuti cellulosici prodotti da ogni singolo cittadino, e raccolti in collaborazione con i Comuni e le aziende del servizio pubblico di igiene urbana, fosse possibile tirare fuori materia preziosa da restituire alla manifattura e all’industria di un paese costantemente affamato di risorse. Tenendo assieme ambiente ed economia, sostenibilità e competitività. Quattro decenni dopo, la forza di quella visione ha contribuito a portare l’Italia in cima alla lista dei Paesi più virtuosi d’Europa in termini di raccolta e avvio a riciclo degli imballaggi in carta e cartone. I numeri contenuti in questo volume ci consentono di guardare con fiducia alle grandi sfide dell’immediato futuro.Il nostro è un modello che viene da lontano, ma che continua a precorrere i tempi. Il 2023, nello specifico, ci ha visto raggiungere un tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici superiore al 90%, centrando così con sette anni di anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione Europea al 2030. Un risultato eccellente, che conferma la solidità del sistema, ma che, tuttavia, va letto in modo più approfondito e contestualizzato. Analizzando il tasso di riciclo nel triennio 2021-2023, si nota il passaggio dal brusco calo del 2022 (-5%) al rimbalzo del 2023 (+7,7%). Due risultati che quasi si compensano, portando il tasso medio di riciclo nel biennio intorno all’86%, in linea con quello dei due anni precedenti e comunque oltre l’obiettivo UE al 2030 (85%). Non bisogna mai dimenticare, infatti, che le performance di raccolta differenziata e avvio a riciclo sono direttamente influenzate dalle strategie dell’industria e dalle scelte di consumo dei cittadini, e che queste risentono a loro volta di fattori diversi, sia economici che sociali. La marcata differenza tra i due anni è spiegata in parte proprio dalla tendenza altalenante dei mercati delle materie prime e dei consumi di imballaggi nel biennio trascorso, condizionato pesantemente dai costi energetici e dall’aumento dell’inflazione. Fattori che hanno comportato nel 2023 una maggiore movimentazione delle scorte dei magazzini accumulate (e immesse ufficialmente a consumo) nel corso del 2022. Insomma, l’anno scorso abbiamo riciclato leggermente di più, ma sulla base di un immesso a consumo sensibilmente inferiore rispetto all’anno precedente. Cosa che ha contribuito all’exploit registrato nel 2023. Un invito a celebrare il primato nostrano, ma senza sederci sugli allori. Quello che i dati confermano, in maniera inconfutabile, è che dalla nascita del sistema consortile alla fine degli anni ’90, la raccolta differenziata non ha quasi mai smesso di aumentare. Arrivando nel 2023 a triplicare le quantità. Segno che quello di salvare imballaggi in carta e cartone dal sacco nero dell’indifferenziato è un gesto che ormai fa parte della vita quotidiana della stragrande maggioranza degli italiani. Ciò non toglie che si possa fare di più, e soprattutto meglio, ma ci arriveremo tra un po’. Per ora limitiamoci a registrare il fatto che, rispetto alle stime dello scorso anno, la raccolta differenziata di carta e cartone è cresciuta arrivando a raggiungere un volume complessivo sopra i 3,7 milioni di tonnellate (+107 mila tonnellate) e una resa per abitante/anno di 63,8 kg. E non è poco, tanto più alla luce del fatto che, come leggerete nelle pagine di questo rapporto, i miglioramenti sono soprattutto frutto del contributo di bacini sensibili su cui l’attenzione del Consorzio è sempre stata alta, come la Sicilia e Roma, che quest’anno non a caso ospita la presentazione ufficiale del volume. Comieco, non bisogna mai dimenticarlo, svolge una funzione sussidiaria al mercato dei rifiuti riciclabili e delle materie prime seconde, offrendo (ai sensi dell’accordo tecnico con ANCI) una sponda a Comuni e gestori anche nei momenti in cui la sola legge della domanda e dell’offerta potrebbe non bastare a garantire il corretto prelievo e avvio a trattamento degli imballaggi cellulosici post consumo conferiti dai cittadini al servizio pubblico di raccolta. Un mercato che da diversi anni, complice l’impatto dell’instabilità geopolitica sullo scenario macro e socioeconomico, è caratterizzato da un andamento particolarmente turbolento. Cosa che spiega perché, nel 2023, Comieco è arrivato a gestire complessivamente 2,3 milioni di tonnellate materiale cellulosico a fine vita, il 17,7% dei volumi in più rispetto al 2022. Nel complesso, attraverso i contratti attivi, è stata assicurata non solo la garanzia di ritiro per i Comuni italiani, ma a fronte di un trasferimento di risorse dal Consorzio che ha superato i 190 milioni di euro e a cui si aggiungono 54 milioni di euro per i servizi in impianto nei contratti integrati. A conferma, ancora una volta, della solidità di un sistema che riesce a tenere insieme ambiente ed economia, garantendo la continuità delle attività di raccolta differenziata e sostenendo economicamente gli enti locali anche nei momenti più complessi. Come quelli vissuti lo scorso anno dall’industria cartaria, che ha continuato a pagare gli effetti dello shock energetico dei mesi a cavallo tra 2021 e 2022 con la produzione di imballaggi (5 milioni di tonnellate) in contrazione di pari passo con il consumo interno di macero (3 milioni di tonnellate), mentre l’export verso paesi terzi, non a caso, continuava a crescere (+0,7 milioni di tonnellate sul 2022), diretto soprattutto in India. Dinamiche che rappresentano un chiaro e inequivocabile invito a non mollare la presa e, anzi, a tenere alta la guardia. Anche perché la complessità delle sfide che abbiamo davanti è commisurata ai successi che hanno costellato il nostro quarantennale percorso. Una su tutte quella della qualità del materiale avviato a riciclo, fondamentale per garantire economicità e sostenibilità delle attività di trasformazione dei rifiuti cellulosici in nuova carta. Il 2023 rappresenta da questo punto di vista un vero e proprio giro di boa, soprattutto per la raccolta delle famiglie, che da sempre risulta essere la più critica. Anche se la media nazionale migliora, passando da una presenza di frazioni estranee da 2,00% a 1,55%, i dati mostrano che ancora oggi in un caso su quattro la raccolta ha problemi di qualità, dato che sale a un caso su tre al Sud. Migliore la situazione sulle raccolte commerciali dove, tuttavia, ancora un 15% non raggiunge standard ottimali. La qualità della raccolta resta insomma uno dei fronti d’azione più strategici per l’intero sistema, una partita che nei prossimi anni Comieco, enti locali e aziende del servizio pubblico potranno giocare avendo al proprio fianco gli strumenti del nuovo accordo ANCI-CONAI, che proprio quest’anno chiude il V ciclo e si appresta ad entrare nel VI (2025/2029). Oltre al miglioramento della qualità, in cima alla lista delle priorità per gli attori del sistema consortile resta la necessità di intercettare le quantità di materiale cellulosico post consumo che ancora sfuggono alla raccolta su tutto il territorio nazionale. Un’autentica miniera urbana, un filone inesplorato da non meno di 700 mila tonnellate, nascosto soprattutto nei sacchi neri conferiti dai cittadini delle regioni meridionali e delle grandi città. Risorse preziose che, come facciamo da quasi quarant’anni, punteremo a sottrarre alla discarica rafforzando il nostro impegno e moltiplicando i nostri sforzi. Lo stiamo già facendo con il Piano Straordinario di supporto ai Comuni per lo sviluppo e il potenziamento della raccolta (Piano Sud), continueremo a farlo anche estendendo i nostri progetti per lo sviluppo della differenziata nella ristorazione veloce, nel settore dei sacchi a grande contenuto, nei grandi eventi e per migliorare raccolta e avvio a riciclo di una frazione sempre più strategica degli imballaggi a base cellulosica, quella dei cartoni per bevande. Esempio paradigmatico di quanto la rinnovabilità e circolarità del materiale stia spingendo sempre più aziende a utilizzare soluzioni in carta e cartone per proteggere, conservare e commercializzare i propri prodotti. Anche se i numeri di questo rapporto ci dicono che siamo pronti all’appuntamento con il futuro - e che, in qualche misura, lo siamo sempre stati – dobbiamo conservare intatto lo spirito che quarant’anni fa mosse i primi passi di Comieco. Ambizioso e visionario, ma coi piedi ben piantati sulla terra. Amelio Cecchini Presidente

Indice.

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  • Introduzione 5
  • I numeri del Rapporto Comieco tra scenari attuali e prospettive future 8
  • L’Italia della raccolta differenziata di carta e cartone: lo stato dell’arte 16
  • 2023: un ulteriore passo in avanti nella raccolta di carta e cartone 17
  • Grandi città: un quadro con segnali contrastanti 30
  • I Comuni in convenzione: numeri e risultati del 2023 40
  • La raccolta 41
  • I corrispettivi ai convenzionati 48
  • Qualità: maggiori analisi a garanzia della filiera 54
  • Impiantistica del riciclo
  • una rete capillare 60
  • Carta e cartone oltre gli obiettivi di riciclo UE 2030 62
  • Nota metodologica 76

Prefazione.

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