Prefazione.
Prefazione La raccolta differenziata di carta e cartone torna a crescere nel 2013. È questo il dato più significativo del XIX Rapporto sulla Raccolta, Riciclo e Recupero di carta e cartone. Si tratta in verità di un segnale - l’incremento è infatti del 1% rispetto al 2012 - ma è un segnale positivo che fa ben sperare per l’anno in corso e quelli a venire. Allo stesso tempo è aumentato il consumo di macero da parte dell’industria cartaria italiana e diminuisce l’export. L’incremento della raccolta non è stato tuttavia omogeneo nel Paese. Come nel 2012, il Nord ha scontato, più che le altre aree, la debolezza dei consumi che ha un effetto maggiore sul dato di raccolta laddove la percentuale di raccolta differenziata è più elevata e presenta un segno negativo dell’1,7%. Crescono invece del 4,8% l’area Sud e del 4,6% il Centro, anche se non riescono, in particolare il Sud, a fare quel significativo balzo in avanti che tante situazioni di difficoltà - se non di “emergenza rifiuti” - richiederebbero. Il sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio si è intanto equipaggiato per gestire il prossimo quinquennio. ANCI e CONAI hanno infatti reso operativo dal 1 aprile scorso il nuovo Accordo di Programma Quadro Nazionale per regolare la gestione della raccolta differenziata che mette a disposizione di Comuni e imprese di gestione dei servizi di raccolta, risorse economiche aggiuntive per la raccolta differenziata, fermo l’impegno consortile alla ripresa di tutti i rifiuti raccolti secondo le specifiche qualitative definite. Il 2013 è quindi anche il momento per fare un bilancio del precedente Accordo e in particolare dell’Allegato Tecnico che regola i rapporti tra i Comuni e Comieco. L’Allegato relativo ai materiali cellulosici, applicato in aderenza al principio di sussidiarietà rispetto al mercato, nei cinque anni di vigenza ha visto il trasferimento ai convenzionati di oltre 500 milioni di euro e la gestione di più di 9 milioni di tonnellate di carta e cartone, provenienti dai servizi di raccolta differenziata che, oltre diffondersi, sono diventati via via più capillari ed efficaci. Cosa resta quindi da fare? La disponibilità di macero in Italia è superiore all’utilizzo domestico di macero e questo surplus costituisce senza dubbio un’opportunità per l’industria cartaria italiana. Si potrà però approfittare di questa opportunità solo in presenza di politiche nazionali industriali in grado di stimolare la domanda di prodotti made in Italy (a cui la filiera dell’imballaggio è legata), garantire le condizioni per mobilitare risorse finanziarie per gli investimenti tecnologici e fornire misure per ridurre il gap con i competitori europei in particolare sul costo energetico. In altri termini, creare le condizioni per attivare nel nostro Paese l’economia circolare, traguardo che l’Unione Europea persegue con enfasi crescente. I margini di crescita sono ancora ampi (si stima in oltre 1 milione di tonnellate la quantità di carta e cartone ancora raccoglibile) in molti regioni del Sud dove alle buone pratiche dei tanti Comuni Eco Campioni si affiancano situazioni nelle aree metropolitane (Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Messina) dove - anche se non mancano impegno e volontà - la raccolta di carta e cartone delle famiglie non aumenta e in alcuni casi diminuisce. Non si dimentichi poi Roma che presenta ancora un potenziale di raccolta importante. Comieco, che nel 2013 ha lanciato un bando di finanziamento per attrezzature di raccolta differenziata del valore di 2 milioni di euro, attraverso il nuovo Allegato Tecnico si è dotato di misure e strumenti per continuare a sostenere la raccolta con risorse dedicate alle aree e ai Comuni impegnati nel raggiungimento dei nuovi obiettivi di riciclo (50% dei principali materiali) che i Paesi europei hanno fissato al 2020 nel quadro delle misure di prevenzione e gestione dei rifiuti e impiego delle risorse del recente Programma generale della UE “Vivere bene entro i limiti del pianeta”. Ignazio Capuano Presidente Comieco