Nel Libro Bianco “Made in Italy 2030” il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce il packaging tra i comparti “abilitanti”, cioè quelle infrastrutture produttive che rendono competitive tutte le principali filiere italiane.
È un settore che sostiene l’agroalimentare, la farmaceutica, il beauty, la moda e la logistica, contribuendo a sicurezza, qualità, tracciabilità e sostenibilità dei prodotti italiani.
All’interno di questo scenario, il packaging in carta e cartone assume un ruolo ancora più strategico: è riciclabile, rinnovabile, parte di una filiera già fortemente orientata all’economia circolare e perfettamente allineata alle priorità europee in tema di sostenibilità. Questo lo rende uno strumento concreto di transizione ecologica e un valore aggiunto per il Made in Italy esportato.
Il contributo dei distretti industriali
Il documento sottolinea anche un altro punto di forza tipicamente italiano: i distretti industriali, veri ecosistemi territoriali di competenze e imprese interconnesse. In Italia se ne contano 160, con una forte presenza nei settori della moda, della meccanica e dell’agroalimentare — proprio gli ambiti in cui il packaging è più determinante.
Questi distretti generano valore non solo grazie alla specializzazione, ma anche attraverso relazioni di filiera consolidate, capacità di innovazione continua e una straordinaria propensione all’export. Il loro peso è significativo: oltre 42% delle microimprese italiane si trova in un distretto, che ha visto crescere il fatturato del 45,5% dal 2008 al 2023, confermandosi un motore stabile e resiliente del sistema Paese.
Packaging e distretti: una relazione virtuosa
I distretti non sono solo “luoghi della produzione”, ma piattaforme dove innovazione, sostenibilità e collaborazione prendono forma in modo più rapido. Ed è proprio qui che il packaging — soprattutto quello in carta e cartone — dimostra il suo valore abilitante:
La forza dei distretti italiani e la capacità trasformativa del packaging in carta e cartone si alimentano a vicenda: senza imballaggi sostenibili e innovativi le filiere distrettuali non potrebbero competere allo stesso livello, mentre la concentrazione di eccellenze produttive nei distretti accelera la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni di packaging.
Una leva strategica per il 2030
Il Libro Bianco indica chiaramente la rotta: rafforzare le filiere, promuovere la sostenibilità e valorizzare quegli asset — come packaging e distretti — che rendono unico il modello industriale italiano. In questo quadro, il packaging in carta e cartone emerge come uno strumento concreto di competitività, innovazione e identità per il Made in Italy del presente e del futuro.