Prefazione.
Executive summary La ricerca Innovazione circolare. La finanza sostenibile e la filiera di carta e cartone analizza le relazioni esistenti tra i soggetti finanziari attenti ai temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, da un lato, e le imprese attive nella filiera del- la carta-cartone, dall’altro, per comprendere in che modo collaborazioni più efficaci tra queste due realtà possano favorire la transizione a un modello economico circolare. Entrambi i settori si confrontano oggi con le criticità determinate dalla gestione delle risorse nell’attuale modello lineare e sono chiamati ad affrontare le sfide dell’innovazione, sia di processo sia di prodotto. In tal senso, le aziende che si occupano di imballaggi a base cellulosica devono innovare i propri processi produttivi per garantire elevati standard di qualità dei materiali (soprattutto quelli risultanti dal processo di riciclo, le materie prime secondarie) e per identificare nuove soluzioni in risposta ai bisogni di clienti e consumatori finali, sempre più attenti ai temi del riuso-riciclo-riciclabilità. Per quanto riguarda gli attori finanziari, aumentano i volumi investiti sulla base delle strategie SRI (Sustainable and Responsible Investment) per ragioni di tipo valoriale, economico-finanzia- rio, oltre che di adeguamento al quadro normativo. Per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti a livello internazionale ed europeo, gli investitori dovranno concentrarsi sul finanziamento dell’economia reale, costituita anche dalle piccole medie imprese (PMI), supportando le aziende protagoniste della transizione verso un nuovo modello economico con impatti positivi sul piano ambientale e sociale, e improntato alla “circolarità”. L’indagine si pone l’obiettivo di incoraggiare collaborazioni più solide ed efficaci tra questi due mondi – finanziario e cartario – evidenziando il filo conduttore che li unisce, ovvero l’impegno nella transizione verso un modello di economia circolare, anche attraverso ricerca e sviluppo in eco-design, eco-tecnologie ed eco-innovazione. Sotto il profilo metodologico l’analisi documentale è stata completata dalla conduzione di 26 interviste semi-strutturate, realizzate nel periodo novembre 2019-gennaio 2020, che hanno coinvolto soggetti chiave dell’industria finanziaria nazionale e attori della filiera carta-cartone lungo l’intero ciclo di vita, dall’immissione al consumo del bene sino alla gestione del fine vita. Tra i temi affrontati: forme e fonti di finanziamento (per imprese) e investimenti nel settore del riciclo (per soggetti finanziari); pratiche di rendicontazione sui temi di sostenibilità; rating ESG (ambientale, sociale e di governance); motivazioni alla base dell’interesse verso i temi di sostenibilità. Inoltre, la ricerca è stata arricchita da un evento pubblico organizzato a dicembre 2019 dal Forum per la Finanza Sostenibile sul tema degli investimenti a sostegno delle PMI, con interventi di Azimut, Comieco e Vigeo Eiris1; i contributi raccolti, anche dal pubblico, sono parte integrante della ricerca. L’indagine ha delineato le principali evoluzioni che hanno caratterizzato i due 10 settori negli ultimi anni. Per l’industria finanziaria: la crescita della domanda e dell’offerta di prodotti finanziari sostenibili e l’intervento delle istituzioni europee sul tema, con il Piano d’Azione per finanziare la crescita sostenibile e le proposte di Regolamento riguardanti la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, la comunicazione agli investitori delle informazioni sugli aspetti climatici delle attività aziendali e l’introduzione di nuovi benchmark climatici. La filiera della carta-cartone è già profondamente influenzata dall’esigenza di innovare gli imballaggi con attenzione sia all’impiego di materiali riciclati sia alla riciclabilità, ricercando nuove soluzioni rispetto alla combinazione di carta e altri materiali, incluse le bioplastiche. Ciò senza dimenticare l’impatto sul settore delle Direttive europee del Pacchetto Economia Circolare (2018). Un’alleanza con il mondo della finanza potrebbe supportare lo sviluppo di migliori standard qualitativi dei maceri (attraverso digitalizzazione, tecnologie e infrastrutture) e l’individuazione di nuovi sbocchi per i materiali derivanti dal riciclo (attraverso ricerca e sviluppo). Da un lato, quindi, l’industria finanziaria è sempre più interessata – anche per effetto del quadro normativo europeo – a orientare i flussi di capitali verso attività e progetti sostenibili; dall’altro, la filiera degli imballaggi a base cellulosica necessita di investimenti importanti per supportare la capacità delle imprese di innovare in ottica di efficientamento nell’uso delle risorse e minimizzazione degli impatti ambientali negativi. La ricerca evidenzia le molteplici opportunità di finanziamento per le imprese, incluse le PMI, impegnate nella transizione verso un modello di economia circolare. Anzitutto, si sottolinea l’impegno dell’Unione Europea, che punta a mobilitare fino a €1.000 miliardi per la transizione verde attraverso l’European Green Deal, sia tramite l’interazione con fondi, progetti e strumenti già attivi, sia attirando gli investimenti privati. In particolare, è previsto un Meccanismo per la Giusta Transizione, che ha l’obiettivo di mobilitare almeno €100 miliardi tra il 2021 e il 2027 per garantire una transizione giusta e socialmente equa verso la neutralità climatica. Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha siglato un partenariato per l’economia circolare con cinque istituti di promozione europei, tra cui, per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti (CDP). L’obiettivo è mobilitare €10 miliardi – a livello europeo, tra il 2019 e il 2023 – per l’innovazione, la riduzione della produzione di rifiuti e un impiego più efficiente delle risorse, promuovendo la circolarità in tutti i settori dell’economia e in tutte le fasi della catena del valore e del ciclo di vita dei prodotti. Anche sul mercato nazionale sono in aumento le opportunità finanziarie dedicate all’economia circolare, come i green bond emessi dalle multiutility, i contributi erogati dalle Fondazioni, le aperture di credito da parte delle banche e i fondi di investimento rivolti alle imprese non quotate. Al fine di favorire un più efficace dialogo tra i settori finanziario e cartario, lo studio illustra i principali strumenti finanziari cui le aziende e, in particolare, le PMI possono far ricorso. Strumenti che potrebbero rafforzare le imprese, in quanto l’indagine evidenzia una certa difficoltà nell’accesso al credito per le realtà di piccole dimensioni e la tendenza a utilizzare capitale proprio per finanziare progetti di ricerca e sviluppo, sia in eco-innovazione sia in eco-design. Presso le imprese italiane si riscontra una conoscenza limitata dei canali alternativi a quello bancario, mentre un ruolo centrale viene riconosciuto ai finanziamenti pubblici, regionali in primis. Un forte impulso è stato dato dal piano Industria 4.0, che tuttavia non è direttamente collegato ai temi della sostenibilità. La ricerca si chiude con alcuni consigli che i due settori si rivolgono reciprocamente. I rappresentanti della filiera cartaria suggeriscono agli attori finanziari di essere più proattivi nell’offerta di prodotti di finanza sostenibile; di ideare strumenti mirati a sostegno delle imprese di piccole dimensioni; di esplicitare le ragioni dell’importanza di rendicontare gli aspetti non prettamente economici; di semplificare e rendere più accessibile il linguaggio a beneficio degli imprenditori; di evidenziare l’apporto non solo finanziario che gli investitori possono offrire nella gestione aziendale. Gli investitori, invece, consigliano alle imprese di informarsi sull’offerta finanziaria a disposizione e, in particolare, sui prodotti che integrano considerazioni di sostenibilità; di superare la frammentazione per creare reti, collaborazioni, alleanze lungo l’intera filiera e nell’ambito dei distretti industriali dei propri territori; di costruire relazioni continuative, solide e trasparenti con gli attori finanziari, condividendo sia i punti di forza sia quelli di debolezza; di fornire informazioni chiare e complete sulle peculiarità del settore di attività e sulle politiche sociali e ambientali, anche attraverso la redazione di report di sostenibilità e l’adozione di metodologie di rendicontazione e misurazione riconosciute a livello internazionale; di curare maggiormente la qualità del capitale umano e della governance, e di costruire relazioni solide con le comunità locali, mettendo in evidenza il valore creato grazie alla propria attività. 1. Per maggiori informazioni sul programma della conferenza si rimanda alla pagina dedicata all’evento sul sito del Forum per la Finanza Sostenibile: https://bit.ly/2U0M1hc