Introduzione.

Premessa Una semplice scatola in cartone racchiude in sé infinite qualità e funzionalità. È facile immaginare cosa c’è dentro un imballaggio in carta, cartone o cartoncino: p...
Premessa Una semplice scatola in cartone racchiude in sé infinite qualità e funzionalità. È facile immaginare cosa c’è dentro un imballaggio in carta, cartone o cartoncino: pasta, cereali, biscotti, giochi, detersivi e tantissimi altri prodotti. Ma cosa c’è dietro? (Comieco Sostenibile, 2019). La parola al Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica (Comieco). I mutamenti sociali ed economici impongono inevitabilmente una costante spinta verso l’individuazione di soluzioni performanti e maggiormente sostenibili in termini di innovazione di materiali e di prodotto. Considerando la filiera di produzione-consumo-riciclo degli imballaggi in carta e cartone, le aziende devono essere in grado di risponde- re in maniera competitiva a queste nuove sollecitazioni. L’importante coscienza ambientale condivisa che si è sviluppata nel corso dell’ultimo decennio ha portato all’esplosione della Green Economy e a una sensibilità crescente da parte dei consumatori. La carta è un esempio di bioeconomia circolare in quanto è un settore che ha saputo coniugare la sostenibilità con l’impiego di materie prime rinnovabili e il riciclo dei prodotti a fine vita. La filiera della carta e del cartone produce un biomateriale che viene poi riciclato dallo stesso comparto con un tasso di circolarità del 57%, con eccellenze nel settore imballaggi che innalzano il tasso di riciclo all’80% (nuovo obiettivo della Direttiva Comunitaria da recepire) portando il nostro Paese al terzo posto, a livello europeo, per utilizzo di carta da riciclare. In un periodo economico non favorevole, questa importante fase di transizione comporta l’esigenza di investimenti onerosi per le imprese, che necessitano di attrezzarsi con nuove tecnologie; per fare questo si stima che saranno necessari investimenti per €24 miliardi entro il 2050, aggiuntivi ai €3,5 miliardi che l’industria cartaria già investe in Europa ogni anno (fonte: Assocarta). Nel 2018 il Forum per la Finanza Sostenibile ha realizzato per CONAI una ricerca – Finanza sostenibile ed economia circolare. Linee guida per investitori e imprese – che ha coinvolto i principali attori finanziari attenti agli aspetti di sostenibilità e alcune realtà operanti nell’ambito dell’economia circolare per avvicinare mondi che sono ancora troppo distanti. Il presente approfondimento è dedicato alla filiera cartaria impegnata nella ri- cerca e nello sviluppo di soluzioni innovative per gli imballaggi cellulosici, perché forte è la consapevolezza del ruolo che le piccole e medie imprese hanno nel pro- muovere pratiche di business orientate a principi di sostenibilità. I Consorziati di Comieco, Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero degli Imballaggi Cellulosici, sono circa 3.300 imprese, tra produttori, importatori e trasformatori di materiale e di imballaggi cellulosici, principalmente piccole e medie imprese, presenti su tutto il territorio nazionale. La sfida è quella di mettere in comunicazione il tessuto produttivo nazionale con quello finanziario, rendendo compatibili le necessità finanziarie delle imprese con le esigenze degli investitori. A questi ultimi viene offerta la possibilità di investire nelle imprese della filiera cartaria che necessitano di finanziamenti anche per ricercare, sviluppare e impiegare nuovi materiali che risultino performanti dal punto di vista delle specifiche tecniche e contemporaneamente sostenibili dal punto di vista ambientale, per rispondere alle sfide del futuro, ben lungi da una mera comunicazione ambientale legata a vecchi stereotipi di greenwashing. Sappiamo che esistono degli ostacoli, ma anche delle opportunità, e la ricerca prova a dare delle risposte su come creare una profittevole collaborazione tra gli attori della finanza sostenibile e le aziende impegnate nella transizione e nel consolidamento di un modello industriale circolare.Ringraziamo le aziende e le associazioni che hanno contribuito alla ricerca partecipando alle interviste e hanno permesso di approfondire aspetti sull’attuale situazione dell’innovazione sostenibile del settore. Ci auguriamo che la ricerca possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi necessari al Green Deal europeo, rendendo sostenibile l’economia, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione all’economia circolare giusta e inclusiva per tutti. Carlo Montalbetti, Direttore Generale, Comieco. La parola al Forum per la Finanza Sostenibile. Il Forum per la Finanza Sostenibile – associazione multi-stakeholder con una base associativa di oltre 100 organizzazioni – promuove l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nei processi e nei prodotti di investimento, valo- rizzando il ruolo chiave che gli attori finanziari possono ricoprire per l’economia e la società. Il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il rispetto degli impegni assunti in termini di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici richiedono investimenti coerenti e legati all’economia reale: la finanza può diventare il vettore per la transizione verso un’economia sostenibile attraverso il supporto a progetti in grado di generare ripercussioni positive sotto il profilo ambientale e sociale. La necessità di accelerare la transizione verso un modello economico circo- lare è evidente: il consumo di risorse è triplicato dal 1970 e potrebbe raddoppiare ulteriormente entro il 2050; nel 2019 è stato anticipato al 29 luglio il giorno che segna il consumo delle risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare nel corso di un anno (Overshoot Day); meno del 9% dell’economia globale può essere considerato “circolare”. Questi dati destano forte preoccupazione se pensiamo alle conseguenze in termini di perdita di biodiversità, riscaldamento globale, aumento di eventi climatici estremi quali alluvioni o siccità prolungata e migrazioni involontarie di massa per effetto del deterioramento degli ambienti naturali e sociali. Siamo già entrati in quello che da più parti è considerato come l’ultimo decennio a disposizione per raggiungere gli obiettivi climatici e di sviluppo sostenibile: è quindi essenziale procedere con la massima convinzione verso cambiamenti incisivi negli attuali modelli di produzione, consumo, e anche finanziamento. Al contempo, la transizione può rappresentare straordinarie opportunità per le imprese che sapranno posizionarsi sul mercato con prodotti e processi innovativi, in grado di rispondere alle sfide della sostenibilità intesa nella sua triplice accezione: ambientale, sociale ed economica. In questo contesto, il paradigma dell’economia circolare assume una rilevanza cruciale, in quanto propone un sistema in grado di rigenerarsi, in cui le attività sono organizzate per trasformare e riutilizzare i potenziali rifiuti. La filiera del riciclo, e della carta-cartone in particolare, è un attore chiave della “giusta” transizione verso questo modello. Le strategie di investimento sostenibile si prestano a supportare le imprese impegnate in progetti di eco-innovazione ed eco-design grazie ad alcune caratteristiche distintive: l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nell’analisi dei titoli, la necessità di coniugare il rendimento finanziario con impatti socio-ambientali positivi e un approccio di lungo periodo. Investitori sostenibili e aziende circolari possono identificare obiettivi e percorsi comuni; è proprio per sviluppare questo potenziale che abbiamo voluto approfondire esigenze e aspettative reciproche, opportunità e criticità, con l’obiettivo di colmare il divario tra 8 finanza ed economia reale. Naturalmente, per le caratteristiche del contesto italiano, le piccole e medie imprese sono un soggetto imprescindibile. L’auspicio è che, anche a partire dai risultati della presente ricerca e dalla collaborazione Forum-Comieco, il dialogo tra gli attori economici e quelli finanziari diventi sempre più efficace e in grado di supportare le imprese che convertono i processi produttivi secondo un paradigma circolare. Nonostante i progressi registrati a livello europeo e italiano, il passaggio verso un modello più sostenibile è tutt’altro che concluso: il potenziamento del dialogo tra imprese della filiera cartaria e investitori sui temi ambientali, sociali e di governance è un elemento chiave per favorire la transizione, sempre più urgente e necessaria. Francesco Bicciato, Segretario Generale, Forum per la Finanza Sostenibile.

Indice.

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  • INDICE Premessa 5 Executive Summary 9 Introduzione 13 1
  • L’evoluzione del contesto generale 17 1
  • 1
  • Il Piano d’Azione europeo per finanziare la crescita sostenibile 19 Technical Expert Group (TEG) on Sustainable Finance 22 a
  • Tassonomia delle attività economiche eco-compatibili 22 b
  • Rendicontazione di informazioni legate al clima 24 c
  • Benchmark climatici 25 d
  • Green Bond Standard 25 Disclosure ESG 26 MiFID II e IDD 26 1
  • 2
  • Il Pacchetto di Direttive sull’economia circolare 27 Gli ambiziosi obiettivi di riciclo posti dalla nuova Direttiva sugli imballaggi 27 Il contesto nazionale 29 2
  • La filiera cartaria nella transizione al modello di economia circolare 33 2
  • 1
  • Il settore cartario e l’economia circolare 34 Riciclo e circolarità 34 Carta
  • plastica e bioplastiche 35 Processi circolari 36 2
  • 2
  • Come sta evolvendo il settore carta-cartone 37 Un comparto che registra alcuni dati positivi 37 L’accesso al credito e la domanda di investimenti 38 Il mercato delle materie prime secondarie cellulosiche 38 2
  • 3
  • La transizione alla bioeconomia circolare 39 La materia prima e gli imballaggi in carta e cartone 40 L’efficienza energetica e la minore dipendenza dalle fonti fossili 41 2
  • 4
  • Cosa possono fare le imprese in ottica di sostenibilità 41 Curare gli aspetti di governance 42 Misurare e monitorare 42 Rendicontare 43 Comunicare 44 3
  • Finanza sostenibile ed economia circolare 45 3
  • 1
  • La finanza sostenibile: chi
  • come e perché 46 Chi: i principali attori coinvolti 46 Come: impatti diretti e indiretti 48 Perché: le motivazioni 49 3
  • 2
  • L’importanza dei dati ambientali
  • sociali e di governance (ESG) 52 Rating ESG 52 Stress test e rischi ESG 54 3
  • 3
  • Opportunità per imprese circolari: strumenti e prodotti finanziari 55 Finanziamenti bancari e obbligazioni 56 Finanziamenti diretti 58 Investimenti in aziende non quotate 59 Buone pratiche dal mercato italiano 60 Gli strumenti europei a sostegno delle PMI 65 Conclusioni 69 Bibliografia 73 Sitografia 78 INDICE DEI BOX DI APPROFONDIMENTO L’eco-innovazione negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite 16 Cosa sono gli Investimenti Sostenibili e Responsabili (SRI)? 21 Direttiva 2014/95 sulla Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) 24 Direttiva sulle materie plastiche monouso 28 Le iniziative del Ministero dell’Ambiente per lo sviluppo sostenibile 31 La filiera del riciclo di carta e cartone e il ruolo di Comieco 35 Bioeconomia circolare 36 Gli investitori italiani puntano sui temi ambientali 48 Le strategie di Investimento Sostenibile e Responsabile (SRI) 50 Impact investing 51 Rating di legalità 53 Linee guida ESG dell’AIFI 59 Circular Economy Lab 62 L’attività di Cassa Depositi e Prestiti per l’economia circolare 63 La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e l’economia circolare 66

Prefazione.

Executive summary La ricerca Innovazione circolare. La finanza sostenibile e la filiera di carta e cartone analizza le relazioni esistenti tra i soggetti finanziari attenti ai temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, da un lato, e le imprese attive nella filiera del- la carta-cartone, dall’altro, per comprendere in che modo collaborazioni più efficaci tra queste due realtà possano favorire la transizione a un modello economico circolare. Entrambi i settori si confrontano oggi con le criticità determinate dalla gestione delle risorse nell’attuale modello lineare e sono chiamati ad affrontare le sfide dell’innovazione, sia di processo sia di prodotto. In tal senso, le aziende che si occupano di imballaggi a base cellulosica devono innovare i propri processi produttivi per garantire elevati standard di qualità dei materiali (soprattutto quelli risultanti dal processo di riciclo, le materie prime secondarie) e per identificare nuove soluzioni in risposta ai bisogni di clienti e consumatori finali, sempre più attenti ai temi del riuso-riciclo-riciclabilità. Per quanto riguarda gli attori finanziari, aumentano i volumi investiti sulla base delle strategie SRI (Sustainable and Responsible Investment) per ragioni di tipo valoriale, economico-finanzia- rio, oltre che di adeguamento al quadro normativo. Per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti a livello internazionale ed europeo, gli investitori dovranno concentrarsi sul finanziamento dell’economia reale, costituita anche dalle piccole medie imprese (PMI), supportando le aziende protagoniste della transizione verso un nuovo modello economico con impatti positivi sul piano ambientale e sociale, e improntato alla “circolarità”. L’indagine si pone l’obiettivo di incoraggiare collaborazioni più solide ed efficaci tra questi due mondi – finanziario e cartario – evidenziando il filo conduttore che li unisce, ovvero l’impegno nella transizione verso un modello di economia circolare, anche attraverso ricerca e sviluppo in eco-design, eco-tecnologie ed eco-innovazione. Sotto il profilo metodologico l’analisi documentale è stata completata dalla conduzione di 26 interviste semi-strutturate, realizzate nel periodo novembre 2019-gennaio 2020, che hanno coinvolto soggetti chiave dell’industria finanziaria nazionale e attori della filiera carta-cartone lungo l’intero ciclo di vita, dall’immissione al consumo del bene sino alla gestione del fine vita. Tra i temi affrontati: forme e fonti di finanziamento (per imprese) e investimenti nel settore del riciclo (per soggetti finanziari); pratiche di rendicontazione sui temi di sostenibilità; rating ESG (ambientale, sociale e di governance); motivazioni alla base dell’interesse verso i temi di sostenibilità. Inoltre, la ricerca è stata arricchita da un evento pubblico organizzato a dicembre 2019 dal Forum per la Finanza Sostenibile sul tema degli investimenti a sostegno delle PMI, con interventi di Azimut, Comieco e Vigeo Eiris1; i contributi raccolti, anche dal pubblico, sono parte integrante della ricerca. L’indagine ha delineato le principali evoluzioni che hanno caratterizzato i due 10 settori negli ultimi anni. Per l’industria finanziaria: la crescita della domanda e dell’offerta di prodotti finanziari sostenibili e l’intervento delle istituzioni europee sul tema, con il Piano d’Azione per finanziare la crescita sostenibile e le proposte di Regolamento riguardanti la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, la comunicazione agli investitori delle informazioni sugli aspetti climatici delle attività aziendali e l’introduzione di nuovi benchmark climatici. La filiera della carta-cartone è già profondamente influenzata dall’esigenza di innovare gli imballaggi con attenzione sia all’impiego di materiali riciclati sia alla riciclabilità, ricercando nuove soluzioni rispetto alla combinazione di carta e altri materiali, incluse le bioplastiche. Ciò senza dimenticare l’impatto sul settore delle Direttive europee del Pacchetto Economia Circolare (2018). Un’alleanza con il mondo della finanza potrebbe supportare lo sviluppo di migliori standard qualitativi dei maceri (attraverso digitalizzazione, tecnologie e infrastrutture) e l’individuazione di nuovi sbocchi per i materiali derivanti dal riciclo (attraverso ricerca e sviluppo). Da un lato, quindi, l’industria finanziaria è sempre più interessata – anche per effetto del quadro normativo europeo – a orientare i flussi di capitali verso attività e progetti sostenibili; dall’altro, la filiera degli imballaggi a base cellulosica necessita di investimenti importanti per supportare la capacità delle imprese di innovare in ottica di efficientamento nell’uso delle risorse e minimizzazione degli impatti ambientali negativi. La ricerca evidenzia le molteplici opportunità di finanziamento per le imprese, incluse le PMI, impegnate nella transizione verso un modello di economia circolare. Anzitutto, si sottolinea l’impegno dell’Unione Europea, che punta a mobilitare fino a €1.000 miliardi per la transizione verde attraverso l’European Green Deal, sia tramite l’interazione con fondi, progetti e strumenti già attivi, sia attirando gli investimenti privati. In particolare, è previsto un Meccanismo per la Giusta Transizione, che ha l’obiettivo di mobilitare almeno €100 miliardi tra il 2021 e il 2027 per garantire una transizione giusta e socialmente equa verso la neutralità climatica. Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha siglato un partenariato per l’economia circolare con cinque istituti di promozione europei, tra cui, per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti (CDP). L’obiettivo è mobilitare €10 miliardi – a livello europeo, tra il 2019 e il 2023 – per l’innovazione, la riduzione della produzione di rifiuti e un impiego più efficiente delle risorse, promuovendo la circolarità in tutti i settori dell’economia e in tutte le fasi della catena del valore e del ciclo di vita dei prodotti. Anche sul mercato nazionale sono in aumento le opportunità finanziarie dedicate all’economia circolare, come i green bond emessi dalle multiutility, i contributi erogati dalle Fondazioni, le aperture di credito da parte delle banche e i fondi di investimento rivolti alle imprese non quotate. Al fine di favorire un più efficace dialogo tra i settori finanziario e cartario, lo studio illustra i principali strumenti finanziari cui le aziende e, in particolare, le PMI possono far ricorso. Strumenti che potrebbero rafforzare le imprese, in quanto l’indagine evidenzia una certa difficoltà nell’accesso al credito per le realtà di piccole dimensioni e la tendenza a utilizzare capitale proprio per finanziare progetti di ricerca e sviluppo, sia in eco-innovazione sia in eco-design. Presso le imprese italiane si riscontra una conoscenza limitata dei canali alternativi a quello bancario, mentre un ruolo centrale viene riconosciuto ai finanziamenti pubblici, regionali in primis. Un forte impulso è stato dato dal piano Industria 4.0, che tuttavia non è direttamente collegato ai temi della sostenibilità. La ricerca si chiude con alcuni consigli che i due settori si rivolgono reciprocamente. I rappresentanti della filiera cartaria suggeriscono agli attori finanziari di essere più proattivi nell’offerta di prodotti di finanza sostenibile; di ideare strumenti mirati a sostegno delle imprese di piccole dimensioni; di esplicitare le ragioni dell’importanza di rendicontare gli aspetti non prettamente economici; di semplificare e rendere più accessibile il linguaggio a beneficio degli imprenditori; di evidenziare l’apporto non solo finanziario che gli investitori possono offrire nella gestione aziendale. Gli investitori, invece, consigliano alle imprese di informarsi sull’offerta finanziaria a disposizione e, in particolare, sui prodotti che integrano considerazioni di sostenibilità; di superare la frammentazione per creare reti, collaborazioni, alleanze lungo l’intera filiera e nell’ambito dei distretti industriali dei propri territori; di costruire relazioni continuative, solide e trasparenti con gli attori finanziari, condividendo sia i punti di forza sia quelli di debolezza; di fornire informazioni chiare e complete sulle peculiarità del settore di attività e sulle politiche sociali e ambientali, anche attraverso la redazione di report di sostenibilità e l’adozione di metodologie di rendicontazione e misurazione riconosciute a livello internazionale; di curare maggiormente la qualità del capitale umano e della governance, e di costruire relazioni solide con le comunità locali, mettendo in evidenza il valore creato grazie alla propria attività. 1. Per maggiori informazioni sul programma della conferenza si rimanda alla pagina dedicata all’evento sul sito del Forum per la Finanza Sostenibile: https://bit.ly/2U0M1hc
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