Introduzione.

L’altra faccia del macero si presenta in una nuova veste: una fotografia di giochi e arredi per bambini che abbiamo compiuto guardando cosa succede sia in Italia che all’estero. No...
L’altra faccia del macero si presenta in una nuova veste: una fotografia di giochi e arredi per bambini che abbiamo compiuto guardando cosa succede sia in Italia che all’estero. Non è esaustiva e non vuole esserlo. È solo una rassegna ragionata e selezionata sulla base dei nostri gusti e delle nostre conoscenze e nutrita di prodotti in carta e cartone riciclati e non. Tutti i prodotti sono disponibili sul mercato, acquistabili talvolta anche on line e sui loro siti troverete informazioni più dettagliate anche su come e dove rintracciarli e conoscerli meglio. Con questa fotografia nasce un nuovo prodotto editoriale, che afferisce al contenitore “Altra faccia del macero”, e che in futuro proporrà nuovi temi. Siamo voluti partire dai bambini che costituiscono un target a cui sono destinati sempre più prodotti e per i quali ne vengono creati altrettanti miniaturizzando quelli dei genitori. La verità è che carte e cartoni si adattano bene a questi usi: perché educano ai materiali riciclati, perché con la crescita rapida dei piccoli è più semplice disfarsene (e con meno sensi di colpa per tutti) e sostituirli, perché sono leggeri, si spostano con agilità e quindi si adattano ai tanti generi di spazio. Sono anche privi di spigoli e meno pericolosi, e sono sovrascrivibili e maneggiabili come delle costruzioni (quindi generano processi logico-cognitivi). Ci piace ricordarvi che sono anche gradevoli sia nelle versioni avana che in quelle bianca o colorata. Le proposte, pur per elementi più tradizionali quali i castelletti per soldatini e bambole, oppure le seggioline, si declinano in modi quasi mai tradizionali. Le sedute per esempio diventano sia dondoli che miniature di forme più adulte, ma anche pezzi con una vita propria e quindi con una identità matura e pensata per i bambini. Le casette da gioco sono probabilmente la soluzione più originale per le variazioni sul tema che abbiamo rintracciato: non ce n’è una che assomigli all’altra! Nel tempo e nella storia i giochi hanno quasi sempre rispecchiato l’epoca che li ha originati. Ci sono stati periodi in cui si sono caratterizzati per la carica politica e/o didattica o gli standard igienici e di sicurezza. Senza perdere le precedenti anime, questi in cartone oggi incarnano uno spirito democratico, ispirato alla necessità virtuosa “del fare con riciclato” ma operando con intelligenza e senza perdere in ricchezza pedagogica. Che sia forse il cartone un ingrediente utile per recuperare una dimensione antica del gioco in un tempo contemporaneo e che pone stimolanti domande di sostenibilità sul futuro? Irene Ivoi e Eliana Farotto

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Prefazione.

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