Introduzione.
Il cibo è democratico, il cibo è di tutti, e tutti si accaparrano il diritto di sperimentarlo, assaggiarlo, raccontarlo, gustarlo. Ed esiste anche il cibo di carta, per trasmette...
Il cibo è democratico, il cibo è di tutti, e tutti si accaparrano il diritto di sperimentarlo, assaggiarlo, raccontarlo, gustarlo. Ed esiste anche il cibo di carta, per trasmettere un’esperienza priva di calorie. Il cibo in carta è una mistificazione della realtà che supera l’immaginazione: tutto è realmente finto, talvolta kitch, anche se fa venire l’acquolina in bocca. Frutta e verdura, bistecche e budini cambiano forma e colore, diventano enormi o micro, ma come dei pop up rimangono immutati. Il risultato è una pubblicazione “pop” dai colori squillanti, che ha portato a scoprire un insieme di creativi e sapienti manipolatori (con le mani) capaci di inventare prelibatezze in carta, affogati di origami, insalate di colori e hamburger di allegria. È una rassegna croccante, libera, anche se c’è rigore nella produzione di questi artefatti. E chi lavora con la carta sa quanto ne serve affinché il risultato sia formalmente risolto e non lasciato al caso: quindi dettagli curati, scelte di colori e di materiali densi di figuratività. Esempio di antidesign? Oggi se ne parla sempre più, dopo i chiassosi anni ’70 in cui l’antidesign, a quel tempo carico di significati politici, faceva talvolta prevalere una figurazione che sottraeva funzione. Il rigore di questi manufatti è un segno anche di questi tempi, che vedono il cibo protagonista di molte esperienze che mescolano visione e sapore. Gli artisti/artigiani recensiti provengono da tutto il mondo: utilizzano diverse tecniche, dall’origami alla cartapesta, a seconda delle tradizioni e dell’esperienza. Forse ai francesi va riconosciuto, oltre alla creatività e al buon gusto, anche una maggiore capacità nel predisporre i set fotografici. La carta e il cartone si manifestano, con questa ricerca, nella loro capacità di interpretare scenari non solo nuovi, ma anche molto diversi, da quello che di solito fanno quando proteggono e contengono beni e cioè quando sono imballaggi. Irene Ivoi e Eliana Farotto
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