Capita spesso, senza neanche pensarci troppo. Apriamo una confezione, troviamo un foglietto bianco, leggero, dall’aspetto familiare. Lo tocchiamo: è morbido, sembra carta. E il gesto viene automatico — raccolta della carta.
E invece no. Non sempre!
Diversi prodotti di uso quotidiano, infatti, sono realizzati in tessuto non tessuto (TNT): un materiale che può ricordare la carta al primo sguardo, ma che carta non è e che, soprattutto, non può essere riciclato insieme a carta e cartone.
Succede, per esempio, con i foglietti “acchiappacolore”: quelli che si mettono in lavatrice per evitare che i capi si macchino tra loro.
Sembrano carta, ma non lo sono. Dopo l’uso, vanno nel rifiuto indifferenziato.
E allora viene spontanea un’altra domanda: la confezione?
Qui sì, cambia tutto. Se è in cartoncino, va nella raccolta differenziata di carta e cartone.
Un passaggio importante, perché Comieco è il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ma il sistema consortile accoglie e avvia a riciclo anche la cosiddetta carta “grafica” — come fogli, giornali e quaderni — pur non rientrando negli imballaggi.A una condizione però fondamentale: deve trattarsi effettivamente di carta.
Non è un caso isolato
Quello dei foglietti acchiappacolore non è un caso unico. Anzi, è solo uno dei tanti esempi di prodotti che ogni giorno utilizziamo senza porci troppe domande sul materiale di cui sono fatti.
Pensiamo alle salviette struccanti, a quelle igienizzanti o rinfrescanti, alle salviettine per gli occhiali. Oppure alle tovaglie e ai tovaglioli monouso in TNT, o ancora alla carta protettiva per lettini in ambito medico o estetico.
Hanno forme diverse, usi diversi, confezioni diverse. Ma una caratteristica in comune: sembrano carta, ma non lo sono.
Guardare oltre l’apparenza
Ed è proprio qui che nasce l’errore più frequente. Perché nella raccolta differenziata ci affidiamo spesso all’occhio e al gesto rapido. Ma il riciclo di carta e cartone funziona bene solo quando i materiali conferiti sono differenziati correttamente.
Materiali come il tessuto non tessuto, se inseriti nella raccolta sbagliata, possono compromettere il processo di riciclo, abbassando la qualità della carta recuperata e rendendo più complesso il trattamento negli impianti.
Fare bene la raccolta differenziata, quindi, significa anche questo: fermarsi un attimo e chiedersi di cosa è fatto davvero ciò che abbiamo in mano.
Come non incartarsi
Quando il dubbio resta, bastano poche semplici attenzioni:
Un piccolo dubbio chiarito = un grande aiuto al riciclo.