Introduzione.

Paper Design. Un progetto di ricerca di Lab MD Nei processi competitivi d’impresa la ricerca d’innovazione può essere perseguita attraverso strategie e modi operativi molto diver...
Paper Design. Un progetto di ricerca di Lab MD Nei processi competitivi d’impresa la ricerca d’innovazione può essere perseguita attraverso strategie e modi operativi molto diversi fra loro. Può puntare a miglioramenti parziali conseguenti all’analisi dei bisogni (mediante l’User-Centered Design), all’apporto del design inteso come progetto formale (styling), oppure tentare di procedere a “salti” investendo sulle tecnologie; ma, anche, può derivare da una visione di design-driven, indirizzata ad intercettare aspetti ed elementi “latenti” nella società contemporanea al fine di interpretarli, tradurli e “incapsularli” in progetti, prodotti, servizi ed esperienze di vita portatori di caratteri e significati radicalmente nuovi. In altri termini – all’interno di quest’ultima strategia – si punta a trarre vantaggio dal vedere aspetti che altri non riescono a vedere. Le aziende di produzione, spesso, sono chiuse in una visione monodimensionale incentrata sul conseguimento di un’innovazione incrementale attraverso l’impiego di risorse interne. È il caso frequente delle piccole e medie imprese – numerosissime e prevalenti sotto il profilo quantitativo nel nostro Paese – con capitali finanziari limitati, prive di strutture di ricerca e di progetto; in altri casi, invece, in forma più lungimirante, si mostrano interessate ed impegnate a sviluppare una interazione con istituzioni e attori esterni all’impresa che fanno ricerca, interpretano, sperimentano. D’altronde le aziende – nel loro ruolo specifico di organizzazioni del lavoro orientate prevalentemente alla produzione – non rappresentano le uniche (e spesso neanche le più attrezzate) realtà attive nella identificazione dei mutamenti in atto (trend) e – soprattutto – dei fenomeni latenti non ancora manifesti ed evidenti nella società al fine di sottoporli all’interpretazione e alla loro virtualizzazione all’interno di potenziali stili di vita futuri attraverso nuovi progetti, prodotti, servizi quali risposte innovative per la società che evolve e muta. Al pari dello “sguardo” esplorativo delle aziende, numerosi altri soggetti appartenenti a categorie professionali molto diverse fra loro sono attivi nello scouting dei significati emergenti e nella formulazione di soluzioni e proposte nuove: istituzioni di formazione, laboratori di ricerca, centri studio, artisti, architetti, designer, antropologi, sociologi, il mondo culturale in genere ecc.; tutti questi attori effettuano indagini sull’evoluzione della società, propongono narrazioni, interpretazioni e proposte sotto forma di report, visioni, scenari evolutivi, prototipi, artefatti materiali ed immateriali indirizzati a riplasmare le cose che ci circondano nel mondo contemporaneo.La diffusione e la condivisione d’informazioni promuovono un confronto e un dibattito (esplicito, o implicito che sia) assimilabile a un laboratorio collettivo di idee i cui protagonisti sono legati fra loro mediante dei fili invisibili. È questo indubbiamente un terreno fertile, un humus al quale le aziende possono attingere per dare valore aggiunto alla loro azione strategica intercettando nuovi significati da tradurre in progetti d’impresa capaci di innovare – a volte anche radicalmente – sia gli aspetti materici e d’uso che quelli formali degli artefatti a servizio della società dell’oggi e, soprattutto, del futuro. All’interno di questo contesto si colloca la missione e il networking di Lab MD – centro universitario di ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara – indirizzato ad affiancarsi e collaborare con istituzioni, associazioni di categoria, aziende, brand del Made in Italy al fine di creare processi di design-driven innovation. I plus posti alla base della fondazione e delle attività di Lab MD non sono rappresentati da costose attrezzature o complessi laboratori strumentali, quanto da risorse umane, competenze e conoscenze transdisciplinari, asset relazionali che ruotano intorno ad un agile centro di ricerca strutturato in forma di network intercreativo e fortemente collaborativo. L’apporto di Lab MD nei processi strategici d’impresa, più che essere incentrato sulla risoluzione di problemi specifici (problem solving), è indirizzato verso l’esplorazione di nuove visioni d’innovazione. Se la classe professionale, in genere, privilegia l’uso della creatività e del “progetto formalizzato” finalizzandoli alla messa a punto di soluzioni per obiettivi circoscritti, delineati e definiti in partenza, le attività di Lab MD puntano a produrre “conoscenza proiettiva” assegnando particolare valore al metodo, al processo di ricerca attraverso cui pervenire ad una visione più ampia e inedita degli scenari indagati. Interessato, sin dalla sua fondazione, al linguaggio e alle tecnologie d’uso dei materiali sia tradizionali che contemporanei, il Lab MD ha promosso negli anni – in collaborazione con piccole, medie e grandi aziende o con associazioni e consorzi di produzione – esplorazioni e sperimentazioni che hanno investito i modi d’impiego consolidati dei materiali stessi promuovendone evoluzioni e applicazioni inedite, innovative nell’architettura e nel design. La strategia di sviluppo dei progetti è stata quella di una collaborative innovation i cui poli principali sono rappresentati dal Lab MD (quale centro universitario di ricerca) e dalle aziende (detentrici di risorse finanziarie e di capacità produttive) con il coinvolgimento – in alcune esperienze particolarmente significative – di protagonisti di punta (figure visionarie) dell’architettura, del design, del mondo creativo più in generale, interessati ad esplorare entità latenti nel mondo materiale ed immateriale da tradurre, incapsulare e trasferire in proposte e/o artefatti non convenzionali. In questo quadro generale s’inscrive la ricerca promossa da Comieco – in particolare dalla struttura operativa “Ricerca e Sviluppo” diretta da Eliana Farotto – ed effettuata, negli ultimi due anni, da alcuni membri del network di Lab MD. La ricerca, approdata alla diffusione di una parte dei risultati con la pubblicazione del volume Paper Design, rappresenta la prima tappa di un progetto ambizioso che si intende sviluppare ulteriormente in forma aperta e dinamica sul web – all’interno della piattaforma digitale paperdesign.org – trasferendo le acquisizioni raggiunte ed espandendone l’indagine alle applicazioni dei materiali a base cellulosica nei tanti settori vivi ed attivi nella contemporaneità, come evidenziato dallo stesso volume: produzione, packaging, furniture, visual design cartotecnica, moda, stampa, ibridazione digitale, architettura, arte, riciclo... Alfonso Acocella Curatore dell’opera, Responsabile scientifico Lab MD

Indice.

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  • INDICE 10 Carlo Montalbetti
  • Direttore Comieco PREFAZIONE 12 Alfonso Acocella
  • Curatore dell’opera INTRODUZIONE 16 Veronica Dal Buono PULP DESIGN La carta e le sue metamorfosi nella contemporaneità 42 Michele Zannoni PAPER AND INTERACTION Ricerche e sperimentazioni sui nuovi “oggetti cartacei” interattivi 50 Valeria Bucchetti SUPERFICI PROFONDE Packaging tra narrazione
  • innovazione e cultura materiale 78 Eleonora Trivellin PAPER FASHION STYLE Maglie
  • trame
  • tessiture
  • creazioni sartoriali 96 Sabrina Lucibello DIRE FARE GIOCARE Paper design for children 108 Davide Turrini COSTRUIRE ARREDI IN CARTONE Ecologie del valore e strumenti per la consapevolezza ambientale 128 Luigi Alini PAPER ARCHITECTURE Sperimentazioni in corso 152 Michela Toni ISOLARE CON LA CARTA Alte prestazioni dalla natura 172 Alessandra Acocella SCULTURE LEGGERE Carta e cartone nell’arte italiana contemporanea 192 BIBLIOGRAFIA 202 REFERENZE FOTOGRAFICHE 206 AUTORI

Prefazione.

Leggerezza, riciclabilità, economicità, transitorietà, naturalità, sostenibilità, curiosità, progettualità trasformazione, manualità, innovazione, temporaneità. Sono solo alcuni degli attributi utilizzati per descrivere il ruolo dei materiali cellulosici che grazie alla creatività di designer, artisti e artigiani, in questi ultimi anni, vanno ad alimentare un universo produttivo sostenibile, leggero e declinato in maniera articolata nei settori del packaging, dell’arredamento, del design for children, del fashion design, dell’allestimento e dell’architettura. Carta, cartone e cartoncino da sempre fanno parte del nostro vivere. Spesso ci limitiamo a utilizzarli senza pensare che di fatto non esistono in na- tura, ma sono il frutto dell’ingegno e dell’abilità dell’uomo. Oggi anche le performance dei prodotti a base cellulosica sono cambiate: materiali tradizionali favoriscono la ricerca e diventano un mezzo per sviluppare e raccontare la creatività di un paese. Il ruolo della ricerca universitaria in questo ambito è fondamentale grazie alla sua capacità di indagare, proporre, verificare, connettere e diffondere. Comieco crede nella forza innovativa di docenti e studenti e collabora attivamente con molti di loro in gran parte delle regioni italiane. Il rapporto con Ferrara è privilegiato e particolare, frutto dell’amicizia con Alfonso Acocella e con i suoi collaboratori, e il progetto Paper Design testimonia il lavoro fin qui svolto insieme e delinea i futuri approfondimenti. L’innovazione deve essere anche sostenibile: la filiera cartaria ha precocemente accettato la sfida della sostenibilità dei propri prodotti nell’intero ciclo di vita, ha progressivamente aumentato l’utilizzo del macero e ha certificato filiere e materiali. Fibre vegetali sapientemente trasformate dall’industria tornano a nuova vita grazie alla raccolta differenziata. Di anno in anno ogni italiano raccoglie in modo differenziato sempre più di carta e cartone è l’attività industriale legata al riciclo di carta e cartone è un vero fiore all’occhiello della green economy italiana: il nostro paese infatti si conferma eccellenza europea nel recupero e riciclo di carta e cartone con oltre 9 imballaggi su 10 recuperati e riciclati. In futuro i materiali cellulosici saranno sempre più protagonisti di innovazioni, sia nell’ambito degli imballaggi che negli oggetti che ci circondano: ci permetteranno di combattere lo spreco di cibo e l’efficienza dell’uso delle risorse ci avvicinerà sempre di più all’economia circolare auspicata dalle recenti norme europee. Carlo Montalbetti Direttore Generale Comieco
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