Introduzione.
Introduzione Se non si misura non si gestisce: ciò che non si gestisce non migliora con continuità. Potrei finire qui la presentazione di questo VII Rapporto sulla «Raccolta, Ricic...
Introduzione Se non si misura non si gestisce: ciò che non si gestisce non migliora con continuità. Potrei finire qui la presentazione di questo VII Rapporto sulla «Raccolta, Riciclo e Recupero di Carta e Cartone», sottolineando il ruolo fondamentale che la raccolta differenziata e la sistematizzazione dei dati svolgono. Ritengo opportuno aggiungere qualche riflessione in questa introduzione che non vuole essere una sintesi del Rapporto, che è già costruito per una lettura efficiente, quanto piuttosto l’occasione per continuare un dialogo, necessario, sul lavoro del Comieco e sulle sue ragioni d’essere. Parto da lontano. La capacità dell’economia di mercato di produrre a costi continuamente decrescenti beni (soprattutto materiali) e servizi, ha modificato in modo sostanziale le responsabilità dei cittadini e delle imprese. Proprio la quantità e l’uso dei beni a disposizione ci ha obbligato e ci obbligherà sempre più a considerare scarse, o in ogni caso limitate, risorse che fino a pochi decenni fa consideravamo infinite. Aria, acqua e territorio, l’ambiente più in generale, mostrano di “soffrire” le attività umane e sono percepiti come risorse fondamentali da gestire con attenzione, direi da “curare”. Nasce da qui la diffusione e condivisione dell’idea di sviluppo sostenibile e nascono da qui richieste che diventano leggi ponendo nuovi vincoli alle attività umane ed in particolare alle attività d’impresa. Sono stati fissati limiti e responsabilità in primo luogo sugli effetti dei processi produttivi in termini, ad esempio, di emissioni, rumore e sicurezza; successivamente l’attenzione si è indirizzata anche sui prodotti, attraverso prescrizioni sulla sicurezza, trasparenza nella composizione, scadenza e origine, per citarne alcune. Da qualche tempo, inoltre, si chiede alle imprese di essere responsabili di ciò che avviene dei loro prodotti dopo l’uso, a fine ciclo di vita. Non è un cambiamento da poco. C’è una discontinuità fondamentale tra questa nuova responsabilità e le altre. La variabili di processo e le caratteristiche del prodotto sono sotto il diretto controllo delle imprese, il prodotto a fine vita no. Le conseguenze sono diverse, la competizione non basta più e bisogna anche cooperare. È necessaria la cooperazione dei cittadini, delle amministrazioni pubbliche, dal Comune allo Stato passando dalle Province e dalle Regioni, ed è ovviamente necessaria la cooperazione delle imprese. Direi che chi contribuisce al problema deve contribuire alla soluzione. Nasce da qui il concetto di responsabilità condivisa e la soluzione consortile. Conosciamo molto bene i vincoli riguardanti i produttori ed i trasportatori di materie prime per l’imballaggio esplicitati in obiettivi di recupero e riciclo, e sappiamo altrettanto bene che questi vincoli sono destinati a crescere. Siamo tuttavia allo stesso modo coscienti che il mercato, con i suoi meccanismi straordinariamente efficienti ed efficaci, non è in grado in questo caso di garantire, da solo, il raggiungimento degli obiettivi previsti. Neanche nella nostra filiera, particolarmente fortunata dal punto di vista ambientale, che da sempre usa materiali di recupero come materia prima, il mercato da solo ce la può fare. Ecco allora la ragione d’essere della soluzione consortile Comieco e le linee guida del nostro operare: aumentare la raccolta del post-consumo, aumentare la capacità di riciclo nazionale con il massimo di efficienza ed economicità e con il minimo disturbo delle dinamiche di mercato. Ciò vuol dire intercettare sempre di più ciò che rimane in mano al singolo cittadino od alle imprese commerciali, artigiane o industriali in quantità troppo piccole da interessare il mercato. La semplicità delle linee guida nasconde in realtà un’enorme complessità operativa, accresciuta dalla ciclicità del settore cartario che per lunghe fasi attribuisce bassi valori economici a queste materie. Le soluzioni trovate nel quinquennio non ancora concluso possono sicuramente essere migliorate, ma mi sembra difficile non esprimere un giudizio complessivamente positivo sull’attività consortile: i costi sono tra i più bassi d’Europa, gli obiettivi di legge li abbiamo raggiunti un anno prima della scadenza gestendo direttamente solo il 20% di quanto complessivamente riciclato dalla filiera. I risultati raggiunti sono ancora più positivi se si considera che siamo al quarto anno dalla nascita del sistema Conai/Consorzi di filiera. Se consideriamo l’andamento del mercato del macero nei quattro anni, solo nel 2000 ed in questi ultimi mesi del 2002 la quotazione del macero da raccolta differenziata ha registrato un valore superiore allo zero; tuttavia l’incremento della raccolta è continuato, a dimostrazione degli effetti della nuova sensibilità sociale, della legge Ronchi e, permettetemi, della positiva attività di Comieco. Nei dati troverete luci ed ombre che non voglio sottolineare attendendo, anzi, i Vostri commenti e pareri. Vorrei chiudere con una notazione di marketing del nostro prodotto. Non c’è dubbio che i vincoli di qualsiasi genere disturbino la nostra attività quotidiana nell’impresa ed è per questo che siamo obbligati ad intervenire con la nostra competenza, intelligenza e creatività per trasformare le minacce in opportunità. Ebbene, noi dobbiamo raccogliere di più non solo per ragioni ambientali, ma per servire meglio in nostri clienti ed i clienti dei nostri clienti. Chiunque si ritrovi con un nostro prodotto a fine vita deve percepirlo come un oggetto di valore e non come un rifiuto di cui non sa come disfarsi. Sta a noi costruire le condizioni di facile conferimento alla rete di raccolta pubblica o privata in modo da far risaltare l’eccellenza ambientale del nostro prodotto. C’è ancora da fare, continueremo a misurare il nostro percorso attraverso i prossimi Rapporti, ma sono certo che sapremo far fronte ai nostri obiettivi dimostrando concretamente al Paese la capacità del sistema delle imprese di gestire con logiche privatistiche anche temi di interesse generale. Piero Capodieci Presidente Comieco
Scopri di più