Introduzione.
Introduzione Il 2002 non è un anno qualsiasi, ma rappresenta la fine del quinquennio durante il quale il recupero degli imballaggi doveva superare il limite minimo di legge pari al...
Introduzione Il 2002 non è un anno qualsiasi, ma rappresenta la fine del quinquennio durante il quale il recupero degli imballaggi doveva superare il limite minimo di legge pari al 50% dell’immesso al consumo sul territorio nazionale. Riuscire a rispettare gli obiettivi, ambiziosi per l’Italia, previsti dal decreto Ronchi senza proroghe, era fondamentale per rafforzare la bontà dell’idea di lasciare la gestione di questo processo di interesse pubblico alle imprese private. Ebbene, il sistema delle imprese private, attraverso gli strumenti consortili previsti, ha superato brillantemente l’esame arrivando a recuperare quasi il 56% e riciclando il 50%. Ma non sono importanti solo le quantità; il processo gestito dalle imprese rende importanti anche le modalità. Tre elementi per tutti: - il sistema ha il più basso tasso di evasione d’Europa e questo vuol dire che le imprese virtuose non sono penalizzate, né oggetto di concorrenza sleale da parte di chi evade; - l’intervento sul mercato è stato essenzialmente di tipo sussidiario, quindi le distorsioni o sostituzioni sono state marginali, sapendo comunque che il mercato da solo non recuperava più del 35%; - si è studiato un meccanismo di compensazioni, negoziato all’interno del sistema, che ha permesso di stimolare i Consorzi come il nostro, che avevano già raggiunto il 50% a fare di più senza togliere motivazione ai Consorzi più indietro. Il nostro Consorzio è stato elemento fondamentale del successo ed i dati che trovate in questo rapporto ne danno ampia dimostrazione. Il 59% di recupero ed il 56% di riciclo, sono risultati di cui possiamo essere orgogliosi e pongono la nostra filiera in condizione di affrontare gli obiettivi che verranno fissati dalla nuova direttiva, per il 2008, con molta tranquillità. Dimostriamo così concretamente le qualità ambientali del nostro prodotto che, tra l’altro, usa materiali da riciclo in percentuali decisamente superiori al resto d’Europa. Se poi guardiamo alla situazione generale della raccolta differenziata in Italia, vediamo che quasi l’80% dell’aumento avuto nel 2002 è dovuto agli imballaggi. Potremmo anzi dire che la quasi totalità dell’aumento è dovuto alla spinta che il sistema consortile attua rispetto alle pubbliche amministrazioni, che ovviamente insieme ad imballaggi raccolgono anche prodotti affini e che magari introducono altri tipi di raccolta come l’organico. E che questa non sia un’ipotesi di comodo si può vedere da come il nostro lavoro abbia cominciato a dare risultati nel Sud, dove i kg pro-capite di carta raccolta sono aumentati del 50%: la raccolta differenziata di carta e cartone costituisce il 29% della raccolta differenziata totale. Gli incrementi infatti si sono riscontrati anche nel Centro Italia: aree normalmente deboli, perché meno interessate rispetto al Nord dai processi industriali e proprio per questo bisognose del nostro impegno gestionale, promozionale e finanziario. Come al solito la lettura mi sembra agevole e ricca di spunti; non mi resta quindi che lasciarVi al rapporto ringraziando per primi i cittadini per i risultati raggiunti. Piero Capodieci Presidente Comieco
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