Introduzione.
Introduzione Non ci siamo fermati. Chi pensava che Comieco, una volta che il sistema avesse raggiunto i risultati minimi previsti dalla legge, avrebbe tolto il piede dall’accelerat...
Introduzione Non ci siamo fermati. Chi pensava che Comieco, una volta che il sistema avesse raggiunto i risultati minimi previsti dalla legge, avrebbe tolto il piede dall’acceleratore e smesso di spingere sugli Enti Locali e sui cittadini, viene smentito dai dati del 2003 presentati in questo nostro rapporto ormai alla sua 9° edizione. 220.000 tonnellate (+13,9%) in più, delle quali 46.000 dal Sud (+20,8%). Si tratta di incrementi importanti che mostrano la maggiore attenzione dei cittadini alle problematiche ambientali in generale e alla raccolta differenziata in particolare. Mi sembra quasi simbolica la coincidenza della percentuale di incremento della raccolta del nostro materiale con quella della crescita della raccolta differenziata in generale. Casualità che però fa riflettere sul ruolo di spinta che la raccolta degli imballaggi, ed in particolare quella degli imballaggi cellulosici, ha avuto ed ha ancora sui Comuni per l’organizzazione della raccolta differenziata, la quale viene poi naturalmente estesa ad altri tipi di rifiuti domestici che pur non godono di sistemi di contribuzione. E così la raccolta differenziata ha raggiunto il 21% dei rifiuti solidi urbani: non siamo ancora al 35%, né siamo in una situazione di omogeneità di impegno e di risultati, ma credo si possa dire che siamo entrati in una fase nella quale si può parlare di una diffusa abitudine civile e non più delle fantasie di qualche idealista. Anche il Sud si muove positivamente e, malgrado i 15 kg circa per abitante siano ancora pochi, è opportuno fare una riflessione più generale sui consumi e sui canali distributivi per pesare meglio il dato. La composizione dei rifiuti urbani nel Sud è molto diversa da quella del Centro e ancor di più da quella del Nord. La presenza del rifiuto organico, ad esempio, varia dal 40 al 60%, contro una media del Nord intorno al 30%. Ciò, ovviamente, vuol dire che il resto, il cosiddetto rifiuto secco, è molto meno presente. D’altra parte non vi è alcun dubbio che i prodotti alimentari hanno, al Sud, una minore intensità di imballaggio, così come la purtroppo pesante differenza tra i 10 milioni di lettori di quotidiani al Nord ed i circa 4 milioni al Sud ha una conseguenza sulla quantità di carta raccolta in modo differenziato. E allora, per evitare di banalizzare i progressi del Sud ricacciandolo nello stereotipo, è opportuno pesare i risultati tenendo conto della differenza nella struttura dei consumi. Quando questo Rapporto sarà pubblicato il nuovo Accordo per il prossimo quinquennio tra Anci e Conai sarà stato firmato, dando nuova certezza a tutti quanti gli attori che hanno determinato il successo attuale e che devono assicurare il successo futuro. Prima di augurarvi una proficua lettura non mi resta che sottolineare l’importanza del lavoro fatto, ma anche la determinazione a continuare per fare di più. Piero Capodieci (Presidente Comieco)
Scopri di più