08/02/2013

Bio-shopper: decreto in approvazione alla Camera

Il 5 febbraio scorso è stato varato dal Ministero dell'Ambiente e da quello dello Sviluppo economico, e in tempi record ha ottenuto il parere favorevole dalla Commissione Ambiente del Senato, lo schema di decreto interministeriale con i parametri per i sacchetti bio-compostabili e le relative sanzioni.
La commissione ha espresso parere favorevole purchè si chiarisca che i sacchi ivi descritti fanno riferimento all'asporto di merci nel settore del commercio al dettaglio. Deve essere pertanto individuato un criterio tecnico che consenta di definire le caratteristiche dei sacchi di grande dimensione per l'asporto di merci nel commercio all'ingrosso.

Il Ministero dell'ambiente ha definito in questo decreto le specifiche tecniche dei bio-shopper. Possono circolare solo quelli monouso biodegradabili e compostabili (norma UNI 13432:2002), i riutilizzabili con determinati spessori minimi e i riutilizzabili in carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri.

Come già previsto dalla legge, oltre ai sacchetti monouso biodegradabili e compostabili (norma UNI 13432:2002) possono circolare i sacchetti riutilizzabili composti da polimeri diversi dai precedenti di maniglia esterna superiore a 200 micron e composti almeno per il 30% di plastica riciclata (uso alimentare) o di spessore di 100 micron composti almeno per il 10% di plastica riciclata (uso non alimentare). Se la maniglia dei riutilizzabili è interna cambiano gli spessori minimi, rispettivamente 100 micron (uso alimentare) e 60 micron (uso non alimentare), ferme restando le percentuali di utilizzo di plastica riciclata.

Ammessi anche sacchi riutilizzabili in carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri. Sono infine disciplinate le informazioni per i consumatori da stampare sui sacchetti.

Il decreto entrerà in vigore dopo la comunicazione all'Unione europea ex direttiva 98/34/Ce e da quel momento, dopo 60 giorni partiranno le sanzioni amministrative pecuniarie: da 2.500 euro a 25.000 euro.
Si attende adesso il parere della Camera per poi procedere all'adozione del testo definitivo


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