30/06/2014

Il riciclo cresce e le emissioni rallentano

Un elemento centrale della Roadmap verso l'Europa 2050 della Commissione Europea è la spinta verso la trasformazione dell'economia: rendere la produzione più efficiente, migliorare il ciclo di vita di beni e servizi, incoraggiare modelli di consumo più efficienti.

L'analisi condotta dall'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) su "I progressi in materia di efficienza delle risorse e disaccoppiamento nella UE-27" (dati dal 2000 al 2007) mette in luce i settori che hanno migliorato le loro performance ambientali, ottenendo un disaccoppiamento tra crescita economica e l'attuale crescente uso di risorse naturali.
Lo sganciamento dei due tassi di crescita (il decoupling), è "assoluto" quando la crescita del PIL si accompagna a decrescita nella pressione ambientale, mentre risulta "relativo" quando, nonostante crescano entrambi, il tasso di crescita dell’indicatore della pressione ambientale è minore dell’altro.
In generale i singoli settori produttivi presi in considerazione nell'analisi dell'EEA mostrano prestazioni diversificate rispetto al decoupling. Considerando le emissioni GHG, il settore del riciclo si posiziona nel disaccoppiamento relativo.
Mentre alcuni settori come il food, settore chimico e delle automobili, delle industrie manifatturiere e estrattive hanno visto riduzioni assolute in termini di emissioni di gas serra, nonostante la crescita della produzione, altri settori come l'industria della carta non hanno ancora raggiunto un disaccoppiamento significativo.
Nel 2016 l'EEA pubblicherà ulteriori analisi basate sull'aggiornamento dei dati a copertura della serie storica dal 2008 e oltre.

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