17/08/2021

La Via della Carta in Toscana: viaggio alla scoperta dei segreti di uno dei distretti cartari più importanti al mondo

Come si è evoluta la lavorazione della carta nel corso dei secoli? Per rispondere a questa domanda ci rechiamo in Toscana, e precisamente tra le province di Lucca e Pistoia. Un’area contraddistinta da una tradizione che si perpetua dal Quattrocento e che si è trasformata in una realtà industriale di grande rilievo. A tal punto da affermarsi come uno dei distretti cartari più importanti non solo in Italia e in Europa, ma nel mondo.

Oggi nella Lucchesia sono attive oltre 200 cartiere, che impegnano circa 8 mila addetti, e qui si concentra l’80% della produzione nazionale di carta tissue (un tipo di carta sottile utilizzata, per esempio, per produrre carta igienica, fazzoletti e tovaglioli) e il 40% di quella di cartone ondulato. Insomma, potremmo dire che quella tra l’area di Lucca e il mondo della carta è una lunga storia d’amore che prosegue ancora felicemente. E in oltre cinque secoli di storia si è accumulato un patrimonio inestimabile di conoscenze e di archeologia industriale, da preservare e valorizzare.

Proprio per far conoscere i luoghi in cui è nata e si è sviluppata questa fiorente manifattura è nata la “Via della Carta”. Un itinerario di turismo culturale che unisce la valle del Pescia (Maggiore e Minore) alla Versilia, dove è ancora viva la tradizione della cartapesta - materia prima dei carri del famoso Carnevale di Viareggio -, passando naturalmente per la piana lucchese, cuore pulsante dell’attuale distretto cartario. Se dovessimo scegliere il tratto più suggestivo? Sicuramente ti suggeriremmo di immergerti nella rete di sentieri tra Villa Basilica e Pietrabuona, che sono stati oggetto di una recente riqualificazione e che in passato venivano percorsi dai mastri cartai e dagli operai delle cartiere.

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Cosa vedere

E dopo una passeggiata in mezzo alla natura, non può mancare una visita al Museo della Carta di Pescia, situato all’interno della cartiera settecentesca “Le Carte”. L’edificio ha conservato intatto l’impianto tipico degli antichi opifici. Al piano terra sotto le volte a crociera trovano spazio i macchinari, un tempo azionati dalla forza dell’acqua. Al primo piano c’è invece lo “stracciatoio”, dove gli operai (soprattutto donne) selezionavano la materia prima e riducevano gli stracci in piccole strisce, insieme alla bottega per le operazioni di rifinitura della carta e ai locali dove abitavano le famiglie dei cartai. E infine all’ultimo piano lo “spanditoio”, dove i fogli venivano stesi ad asciugare, con i tipici finestroni, dotati di chiusure regolabili, che permettevano la necessaria circolazione dell’aria.

Entrare nel Museo della Carta di Pescia significa entrare in una specie di macchina del tempo. Per scoprire le varie fasi della lavorazione della carta fatta a mano, mirabile esempio di artigianalità tutta italiana. Oppure per ripercorrere la storia della carta-paglia di Villa Basilica, inventata nel 1834 dal farmacista Stefano Franchi: la cosiddetta “carta gialla”, realizzata con paglia, calcina e acqua, che veniva utilizzata per impacchettare o imballare. All’inizio del Novecento la carta-paglia divenne il prodotto di punta delle oltre 100 cartiere attive nella provincia di Lucca e assunse un ruolo così importante che proprio nel quartiere lucchese di Borgo Giannotti veniva fissato il prezzo di riferimento della paglia per tutta l’Europa. Oggi, se Lucca è ancora considerata una delle capitali mondiali della carta, è perché l’industria cartaria ha saputo innovare nella tradizione, senza perdere la sua anima e senza mai dimenticare il suo legame con il territorio.

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Info utili

Museo della Carta

Piazza della Croce, 1 - 51017 Località Pietrabuona, Pescia (PT)

Orari: aperto lunedì, mercoledì e sabato 10:00 – 18:00

Telefono: + 39 0572 408432

Posta elettronica: segreteria@museodellacarta.org

Per ulteriori informazioni: https://museodellacarta.org/

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