16/12/2011

Le carte che hanno fatto l'Italia (e gli italiani)

L’atto ufficiale di proclamazione di Vittorio Emanuele nella carica di Re d’Italia, del 17 marzo 1861. Oppure lo “stivale” raffigurato sulle carte geografiche. Sono, questi, due elementi fondamentali dell’identità politica e geografica dell’Italia e che trovano espressione in un unico supporto: la carta. Da questa prospettiva di ricerca, nasce il volume “Carte d’Identità - Documenti, simboli e oggetti di carta nella costruzione dell’Italia e degli italiani”, presentato oggi in Senato.

Realizzato da Comieco, in collaborazione con il Centro di studi per la storia dell’editoria e del giornalismo, il volume si apre con la prefazione del Presidente del Senato Schifani e si avvale della supervisione scientifica di Raimonda Riccini e del contributo, fra gli altri, di esperti del calibro di: Omar Calabrese, Giovanni Anceschi, Ercole Sori, Laura Badalucco ed altri.

"Carte d’Identità” raccoglie moltissimi documenti visivi, foto e illustrazioni che sono simboli dello Stato e che testimoniano  la nascita e lo sviluppo dell’identità di una Nazione. Si va dai documenti pubblici e privati, come ad esempio il bozzetto dell’emblema della Repubblica Italiana o la scheda di votazione per il referendum che ha abolito la Monarchia e introdotto la forma repubblicana, o la tessera del Partito Repubblicano di Ugo La Malfa,  alla raffigurazione fisica della Penisola, dalle immagini dei protagonisti storici dell’Unità a quelle degli uomini più rappresentativi nel campo della politica, della cultura e dello sport (fra questi, alcuni sono ritratti attraverso le figurine degli album da collezione), fino ad arrivare alle copertine dei libri e delle riviste che hanno contribuito a creare e a consolidare lo spirito di appartenenza e il “sentire comune” degli italiani.

“Carte d’Identità”, inoltre, mette bene in evidenza l’importanza della carta come supporto naturale di tutte quelle fondamentali operazioni di documentazione, che ancora oggi rappresentano l’essenza di molti legami sociali e, tramite questi, dell’identità nazionale del nostro Paese.

Nel volume ampio spazio è dedicato anche alle immagini di alcuni beni di consumo, e ai loro imballaggi e packaging, che più di altri hanno caratterizzato il nostro quotidiano. E’ importante ricordare come il cartone,  con le sue caratteristiche di leggerezza, resistenza ed economicità, sia stato un ottimo alleato della emergente industria italiana, facilitando la movimentazione delle merci verso le destinazioni più lontane.
L’imballaggio cellulosico è inoltre ben presto diventato un indicatore fedele della crescita dell’economia nazionale e dello sviluppo del made in Italy e parallelamente si è trasformato nell’emblema del consumo di massa.

La strutturale mancanza di materie prime ha, poi, contribuito a sviluppare nel nostro Paese una forte vocazione al riciclo dei materiali, attività che nel tempo ha assunto le dimensioni di vero e proprio comparto economico che cresce più velocemente dei settori economici tradizionali e che ha trovato nella raccolta differenziata il suo presupposto naturale.

La scelta di separare e differenziare i diversi materiali presenti nei rifiuti per avviarli correttamente al riciclo, sta diventando sempre più un fattore di identità nazionale in cui i cittadini si riconoscono – afferma Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco - nonché un ingrediente del senso civico che va ad aggiungersi ad altri più tradizionali indicatori. Grazie alla raccolta differenziata il tasso di riciclo di carta e cartone oggi ha superato l’80% e 4 imballaggi su 5 vengono riciclati per produrre nuova carta e nuovo cartone, senza contare che questa attività ha evitato la formazione, sul nostro territorio, di oltre 200 discariche”.  

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