Università Ca’ Foscari di Venezia Facoltà di Lettere e Filosofia Dipartimento di Italianistica
Corso di Laurea Specialistica in Filologia e Letteratura italiana



La tesi si propone di indagare il rapporto tra la letteratura e l’universo degli scarti attraverso l’analisi di tre romanzi italiani contemporanei incentrati sul tema dei rifiuti: L’impresa senza fine di Paolo Barbaro, La discarica di Paolo Teobaldi, Stramonio di Ugo Riccarelli.
La spazzatura, ricca di molteplici valenze, da fastidioso ingombro quotidiano si rivela immagine forte del rimosso sociale e individuale. Gli scrittori, per leggere nei detriti l’essenza dell’uomo, si servono di protagonisti ai margini, calati in una postmoderna discesa agli inferi; di spazi in ombra, come la discarica; di una concezione del tempo che, grazie alla mediazione degli oggetti non-funzionali, sembra riunire passato, presente e futuro.
I rifiuti vengono narrati sia per tentare di dominare il caos, salvando ciò che ha valore e gettando il resto, così da diffondere un’etica ambientale senza stucchevolezze, sia per scongiurare una crisi generalizzata che vorrebbe la letteratura ridotta a una catasta di carta da macero.
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