13/09/2021

Quando la carta finisce “sotto il torchio”: viaggio alla scoperta del Museo della Stampa di Lodi

Che cosa sarebbe la stampa senza la carta e viceversa? Certo, la carta ha svariate qualità e nel corso del tempo ha saputo dimostrare di essere un materiale, oltre che versatile, adatto a custodire il sapere umano e a tramandarlo fino a noi. Ma non dobbiamo mai dimenticare il contributo che ha dato alla diffusione della cultura la stampa a caratteri mobili, introdotta in Europa intorno alla metà del Quattrocento grazie a Johann Gutenberg.

Dal XV secolo a oggi ne ha fatta di strada la tecnologia. Pensa solo alla facilità con cui adesso è possibile stampare un documento tramite un computer o uno smartphone. Tra Gutenberg e Internet c’è tutto un mondo, ricco di fascino, che è possibile scoprire al Museo della Stampa e Stampa d’Arte di Lodi, in Lombardia.

Inaugurato nel giugno 2008, il museo si trova in un’antica tipografia e si estende per 2 mila metri quadrati. È dedicato ad Andrea Schiavi, che grazie alla sua intraprendenza e alla sua passione è stato il principale artefice di questo prodigio; ovvero quello di ricreare uno spazio dove è possibile immergersi letteralmente nell’universo della stampa e apprezzarlo in tutti i suoi aspetti.

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Cosa vedere

Al Museo della Stampa di Lodi è custodita infatti una delle più preziose collezioni di macchinari e torchi a livello europeo (se non mondiale). Le attrezzature sono perfettamente conservate o sono state restaurate, ma soprattutto una buona parte di esse sono tuttora utilizzabili. Bando alla noia, insomma: la visita non si riduce alla semplice contemplazione dei macchinari in esposizione, ma viene arricchita con la dimostrazione dal vivo del loro funzionamento.

Passeggiando per le sale, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Si va dalle antiche cassettiere, complete di caratteri in legno e piombo, alle presse in ghisa di produzione ottocentesca; dalle macchine linotype e monotype per la fusione e composizione meccanica alla collezione di pietre litografiche di grandi dimensioni, realizzate tra il 1860 e il 1930, provenienti dalla prestigiosa Casa Editrice Vallardi di Milano.

Troviamo poi un rarissimo torchio tipografico “Columbine” del 1859, esemplare unico in Italia, e un modello in scala 1:5 del torchio in legno utilizzato da Gutenberg per stampare la Bibbia. E ancora, fanno parte del percorso le platine per la stampa in Braille, oltre ai bozzetti originali e alle matrici per la stampa di banconote, francobolli e titoli azionari. Arriviamo infine ai moderni computer, che hanno messo fine all’epoca della composizione a caldo, così chiamata perché avveniva con il piombo fuso, per dare inizio a quella della fotocomposizione.

La storia della stampa e della stampa d’arte, così come quella della carta, è fatta di progresso tecnologico, di innovazione nella tradizione, di conoscenze (e di competenze) che si trasmettono di generazione in generazione e che sono da conservare gelosamente. Quando parliamo di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ci riferiamo proprio a questo. Ecco perché nel nostro viaggio lungo la Penisola non poteva mancare il Museo della Stampa di Lodi.

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Info utili

Museo della Stampa

Via della Costa, 4 - 26900 Lodi

Orari: dal lunedì al venerdì, su prenotazione, 9:00 - 12:30 e 14:30 alle 17:30. Sabato e domenica su prenotazione, per gruppi di almeno 10 persone, in orari da concordare

Telefono: +39 3516899027

Posta elettronica: info@museostampa.org

Per ulteriori informazioni: www.museostampa.org

 

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