25/10/2005

Raccolta differenziata, la «virtù» che piace agli italiani

L'Osservatorio sulla cultura civica rivela: abitudine in crescita

La cultura civica, il senso civico, la "civicness": un concetto molto ampio che considera l'insieme del tessuto e delle regole civili, il modo in cui ci mettiamo in relazione con gli altri, con l'ambiente che ci circonda e con le regole che lo definiscono.
A questo tema è dedicato l'Osservatorio sulla Cultura Civica in Italia. Questo sì propone come iniziativa permanente di monitoraggio, studio e approfondimento del senso civico e dell'impegno civile nel nostro Paese, sia nei suoi aspetti più organizzati, sia sul piano dei comportamenti e delle scelte individuali e collettive. La costituzione dell'Osservatorio sulla Cultura Civi-ca è un progetto nazionale di Legambiente, ed è stata possibile grazie al contributo di Comieco, (Consorzio Nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, www.comieco.org). Strumento fondamentale dell'Osservatorio, il Rapporto Annuale, è realizzato in collaborazione con Ipsos. Il IV Rapporto Nazionale - 2004 ha preso in considerazione circa 1250 persone, dai 18 anni in su, come campione rappresentativo della popolazione italiana. Uno degli aspetti affrontati in tutte le edizioni del monitoraggio è quello relativo al rapporto tra gli italiani e la raccolta differenziata, un indicatore specifico della pratica della «virtù civica».
Come sì può intuire, è questa una tematica particolarmente rilevante all'interno dell'Osservatorio proprio perché il comportamento relativo alla raccolta differenziata può essere assunto come un deciso indicatore di "civicness", essendo condizionato unicamente dalla volontà dei cittadini di migliorare le condizioni della collettività senza avere (apparentemente) nulla in cambio dal punto di vista individuale. I dati relativi a questo aspetto indicano un trend generalmente positivo. In particolare nei 3 anni di rilevazione (2001-2004), l’indice di raccolta differenziata (su una scala da 0 a 100) cresce di 5 punti (da 46 a 51), il che significa che gli italiani praticano in media la raccolta di oltre il 50% dei possibili prodotti «differenziati». Nello specifico, si verifica un deciso progresso nelle raccolte di vetro e plastica, ma anche dei cosiddetti «rifiuti umidi», che, peraltro, scontano una bassa diffusione sul territorio nazionale.
Un ultimo dato rilevante è la coscienza, da parte degli intervistati, che la limitazione della raccolta differenziata in Italia sia da addebitare alla mancanza di impegno da parte dei cittadini ma soprattutto alla mancata organizzazione: un segnale che indica come la presenza di un sentimento ormai generalizzato di riguardo verso questa forma di civismo sia ormai ben radicato nella società. Per la prima volta sono i cittadini stessi che chiedono una più costante presenza delle istituzioni locali preposte alla sua organizzazione, in particolare nelle aree meridionali del paese.
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