04/11/2005

Riciclo carta e cartone brava la Puglia (e facciamo un patto)

INTERVENTO. Il direttore di Comieco

Carlo Montalbetti*

Il gesto quotidiano della raccolta differenziata, come ha scritto Giorgio Nebbia nel suo editoriale di venerdì 21 ottobre, è sempre più diffuso, ma è altrettanto necessario che questa pratica diventi - queste le parole del professore – “stimolo di programmi politici”. Il riciclo, frutto soprattutto dell'attività decennale dei consorzi per il recupero degli imballaggi di cartone, plastica, vetro e lattine, rappresenta un risultato di grande importanza perché significa che i cittadini ne percepiscono l'importanza economica e che la raccolta differenziata produce benefici tangibili per i singoli e la collettività. La condivisione generalizzata dell'importanza del "gesto" contribuisce tra l'altro a ridurre le aree di abuso e, talvolta, di illegalità che in questo settore continuano ad esistere.
Bisogna allora parlare di cambiamento culturale?
Troppo spesso in Italia si tende a confondere i compartimenti sociali con la “cultura”, ossia invitando ad un certo comportamento presentato come virtuoso e buono. Questo approccio, tipico delle pubbliche amministrazioni a livello locale e nazionale, è la vera fonte dell'inefficienza in campo ambientale che persiste in molte aree del Paese, non solo nel Meridione.
Nel Mezzogiorno, la situazione, pur in decisivo miglioramento, è penalizzante: la raccolta nel 2004 si è attestata sulle 313.000 tonnellate (mentre altre 500.000 tonnellate vanno in discarica), con una popolazione di 20 milioni di abitanti. 125 milioni di abitanti del Nord raccolgono oltre 1.300.000 tonnellate di carta e cartone. Perché?
Uno degli errori che spesso gli amministratori pubblici commettono è, infatti, quello di presentare l'adesione dei cittadini all'attività di raccolta differenziata dei rifiuti come uno “sforzo”, un lavoro in più richiesto dal bene comune. Non è così: gli utenti hanno compreso che quello che dobbiamo affrontare oggi non è un problema di gestione dell'abbondanza, ma al contrario della scarsità di risorse.
I cittadini sono consapevoli di avere una fetta di responsabilità e sanno altrettanto bene che devono contribuire alla soluzione del problema; ma vogliono sentirsi coinvolti, alla pari degli altri soggetti pubblici e privati. E soprattutto desiderano che le loro singole azioni siano tradotte in un progetto condiviso e dagli esiti misurabili. Per questo è importante segnalare ai cittadini i risultati conseguiti nel riciclo, azione che va incentivata in quanto utile al sistema industriale italiano.
In sei anni di raccolta differenziata di carta e cartone gli italiani hanno risparmiato qualcosa come 600 milioni di euro. Non solo: in regioni a forte vocazione turistica, l'attenzione alla raccolta differenziata dovrebbe essere ancora maggiore, dato che il turismo sostenibile diventa una carta decisiva da giocare in un settore dove la concorrenza è sempre più feroce.
E la Puglia, in questo senso, può giocare un ruolo decisivo. Nella raccolta di carta e cartone è la prima realtà del Sud, con oltre 74.000 tonnellate riciclate e con punte di eccellenza come Bari e Barletta che, con 49 e 59 chilogrammi pro capite raccolti nel 2005, hanno numeri in grado di competere con le città del Centro e del Nord.
Ambiente come leva economica e sociale dunque, in grado di far nascere nuove “imprese verdi” specializzate nei servizi ambientali. Una strada innovativa che il Sud dell'Italia deve percorrere per aumentare decisamente la propria competitività. Ma ciò è possibile solo con un'azione sinergica tra imprenditori, uomini di cultura, enti locali e cittadini.
"Comieco», come Consorzio nazionale per il Recupero e Riciclo di imballaggi a base cellulosica, lancia la proposta di una alleanza civica per promuovere un modello industriale, sociale e culturale fondato sull'unione tra sviluppo e uso corretto delle risorse disponibili. Partendo proprio da un'efficiente raccolta differenziala di carta e cartone.

*Direttore generale di Comieco
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